diario orissa - india 

23 Novembre-5 dicembre 2010

lina e michelangelo

Arriviamo con volo Emirates a Kolkata alle 8 in perfetto orario. Ci aspettano un incaricato ed un autista. Raggiungiamo l’albergo e siamo un pochino stanchi ma non cediamo alla tentazione che ci offre uno splendido letto al Park Hotel ed usciamo per un primo contatto con la città per tornare sui nostri passi alle 13 per conoscere la giuda che ci accompagnerà nel tour di Calcutta.

Prima tappa alla St. John’s Church, prima chiesa cristiana costruita da Job Charnok, fondatore della città di Calcutta.

Ci spostiamo e, dalla pace e tranquillità della bellissima Chiesa, ci troviamo totalmente assorbiti dal Central Market, un enorme complesso dove i negozietti si susseguono lungo viuzze strettissime dove si vende di tutto e di più. Gente, colori, sapori, odori…mentre siamo un pochino stanchi ci appare come in sogno un Bar Lavazza…ed immediatamente ci concediamo un caffè niente male.

Rinvigoriti proseguiamo verso Bose Road. Indirizzo molto importante a Calcutta: la Casa della Carità di Madre Teresa di Calcutta. Abbiamo appositamente chiesto di poter entrare in Orissa facendo scalo a Calcutta proprio per rendere omaggio alla sua tomba.

Ci accolgono le suorine che nel loro saio bianco ed azzurro elargiscono sorrisi… Dopo aver visto la cameretta in cui viveva, sostiamo accanto alla sua tomba. Un sarcofago bianco, semplicissimo. E’ rimasta lì, con le sue sorelle dove ha assistito migliaia di persone. Ci ha colpito l’unica scritta su un pezzo di legno, “I THIRST”, ho sete….

Notiamo che non è stato creato alcun business intorno a questa piccola/grande DONNA: non ci sono ricordini, immagini, santini da comprare. Nessuno ti chiede nulla. Anzi ci regalano delle semplici medagliette di alluminio. L’emozione è tanta, c’è nell’aria la percezione di un qualcosa che ti avvolge, difficile da esprimere, ma che ti penetra nell'animo. Stanchi, ma contenti, rientriamo in hotel.  

25 novembre 2010

Ritemprati da un buon sonno ci incontriamo con Poppi, la nostra guida per una visita al Flowers Market, il mercato all’ingrosso. Uno spettacolo. Stradine strettissime piene di gente coloratissima che contratta ed una infinità di fiori. Partono i primi scatti fotografici.

Il mercato si snoda lungo la riva del fiume Hooghly e, quindi ci addentriamo nei ghat…altra atmosfera: silenzi, abluzioni e preghiere.

Ci sormonta il Howrah Bridge considerato il ponte più trafficato del mondo, uno dei simboli della città, lo percorriamo ed il traffico sia di auto che di “umani” è pazzesco.

Alla fine del ponte ci addentriamo nella omonima stazione ferroviaria per un tipico te e caffè in un bar al suo interno. Proseguiamo per il Giardino Botanico di Shibpur. Finalmente si respira perché l’aria di Calcutta con il suo traffico, lo smog, le latrine a cielo aperto è quasi irrespirabile.

Troviamo un'incredibile varietà di piante fra le quali il magnifico gigantesco albero di baniano, albero sacro che ha più di 200 anni con le sue immense radici aeree che si estendono per oltre 60 metri. Non ha più il tronco centrale rimosso perché colpito da un fulmine nel 1919. E’ un vero piacere passeggiare sotto la sua immensa chioma. Ci spostiamo al Victoria Memorial, punto di riferimento più importante della città, proseguiamo per una zona poverissima dove visitiamo il Tempio della Dea Kali dove ogni mattina si celebrano sacrifici di capre. Un luogo dove di spiritualità e raccoglimento neanche l’ombra. Solo tanta gente che urla, ci strattona e che chiede insistentemente somme sempre più alte per consentirci di introdurci all’interno. Decidiamo di aver visto abbastanza ed andiamo via.

Ci dirigiamo verso l’hotel, salutiamo Poppi, cena ed a letto. Domani la sveglia suona alle 4.00.

 26 novembre 2010

Alle 5 ci vengono a prendere per andare in aeroporto per il volo per Bhubanneshwar, la capitale dell’Orissa.

All’arrivo ci attendono, con una coroncina di fiori, Bubi la guida e Santosh l’autista che si riveleranno, nel corso del viaggio, due splendide persone. Arriviamo al Mayfair Lagoon, Semplicemente splendido. Il tempo di una rinfrescata e siamo fuori per la visita ai templi. Ammiriamo da vicino tutte quelle meraviglie tranne il tempio induista di Lingaraja che possiamo ammirare solo da una piattaforma esterna.

 27 novembre 2010

Proseguiamo verso Puri fermandoci a Pipli dove l’artigianato locale è rappresentato da lavori patchwork. Lina esegue lavori di patchwork, ed in particolare di appliquè, resta molto sorpresa e si immerge nei negozietti per ammirarne i lavori. Qualche acquisto e proseguiamo verso Puri.

La città  è situata sulle rive del Golfo del Bengala ed uno dei quattro luoghi sacri dell’India è il Tempio induista dedicato al Signore Jagannath. Intorno a noi un brulicare di pellegrini scalzi, ginocchioni o in alcuni casi addirittura striscianti, che percorrono la lunga strada che li porterà nel tempio. Noi non possiamo entrare ma osserviamo le varie attività e il continuo andirivieni da una terrazza.

Ci dirigiamo verso la spiaggia: è proprio l’ora giusta per vedere il rientro dei pescatori ed un meraviglioso tramonto come sfondo. Un vero spettacolo di vita quotidiana: gli uomini che portano il pesce a riva, le donne che ne contrattano la vendita ed i tanti bambini che, incuriositi dalla nostra presenza, giocano, si tuffano e si mettono in posa per farsi fotografare. Un bel pomeriggio ma soprattutto un bellissimo tramonto.

Torniamo all’Hans Coco Palm Beach Resort per la cena.

 28 novembre 2010

La nostra destinazione è Konarak per la visita del Tempio del Dio Sole.

La strada che percorriamo è una vera follia: un ingorgo gigantesco. Lentamente ma grazie ad un grande autista come Santosh riusciamo ad arrivare sani e salvi.

Il tempio, chiamato anche Pagoda Nera, è veramente un bellissimo colpo d'occhio: un grande carro che trasporta, appunto il Dio Sole, trainato da sette cavalli e 24 ruote che rappresentano le ore del giorno. Le innumerevoli immagini che si susseguono sono veramente belle e con l’aiuto di Bibu riusciamo a calarci nel tempo. 

Rientriamo a Puri per una passeggiata lungo mare. Ci troviamo a passare ,in centro città, attraverso un crematorio, poi per diversi minuti tra noi cala il silenzio per la toccante esperienza. Non riusciamo neanche a commentare…Lo faremo molto più tardi. La vita continua, quindi proseguiamo la passeggiata, facciamo un po’ di shopping e torniamo in hotel.

 29 novembre 2010

Oggi ci aspettano circa 5 ore di macchina: destinazione finale  Gopalpur on Sea.

La strada che percorriamo è bellissima: villaggi, donne e uomini al lavoro, altri intenti alla propria igiene personale, che comprende anche il lavaggio delle poche cose che usano per coprirsi… tutto splendidamente e drammaticamente reale......

Arriviamo a Barkul, sul lago Chilika, la laguna salmastra più estesa dell’Asia, separata dalla Baia del Bengala da una striscia di sabbia lunga più di 50 km. Ottimi gamberi fritti ed arrivo a Gopalpur.

La strada è decisamente più brutta sia per quanto riguarda il paesaggio che per quanto riguarda il manto stradale: buche, buche e solo gigantesche buche.

Alloggiamo allo Swosti Beach Resort. Ceniamo e domani ci attendono circa 7 ore di macchina.

 30 novembre 2010

Arriviamo a Rayagada e sulla strada incontriamo i primi villaggi che fanno parte della zona tribale.

Il primo villaggio è quello dei Saora e subito dopo dei Desia Kondh.

Sembra esserci calati in un altro mondo…E’ incredibile ma alcuni vivono ancora allo stato semi-primitivo, usano archi e frecce per procurarsi il cibo e per i loro rituali fanno sacrifici animali.

Passiamo a Taptapani famosa per le sorgenti di acqua calda. L’acqua è convogliata in una vasca posta in una radura con accanto un tempietto dedicato alla dea tribale della fertilità. Siamo fortunati ed assistiamo ad una cerimonia con molte donne intente nella preghiera.

La strada è veramente estenuante ed ora comprendiamo perché per fare 250 km ci sono volute più di sette ore: strade strette e sterrate, ponti crollati e per ultimo guidano come pazzi.

Per fortuna Santosh, il nostro autista, oltre ad essere una persona gentilissima ed educata, è molto bravo e prudente nella guida.

Arriviamo al Sai International Hotel. Siamo un pochino stanche quindi cena e meritato riposo.

1 dicembre 2010

Si parte alle 6 ma oggi è giorno di mercato a Rayagada. Ai piedi di una montagna li vediamo arrivare, sono i Dongria Kondh. La giornata di mercato è l‘unica opportunità per osservare una tale concentrazione di tribù insieme. Li seguiamo ed arriviamo al mercato che si sta animando. Acquistiamo delle bellissime falcette che usano portare tra i capelli. E’ un trionfo di colori, odori, rumori e sensazioni che solo i mercati, e questo in particolare, sanno dare.

E’ bellissimo aggirarsi tra tanta gente, vederli contrattare tranquillamente mercanzie di ogni genere.

Siamo eccitati e con noi anche le nostre macchine fotografiche. Inebriati da quanto visto proseguiamo il viaggio in direzione di Jeypore non prima però di aver pranzato in un locale molto “locale e tipico”dove ci servono il pasto su un letto di verdi foglie. Ancora quattro ore per la nostra destinazione.

La strada, se è possibile, è ancora più brutta, corrono tutti come forsennati ed oltretutto si è fatto anche buio. Ma noi abbiamo sempre il nostro insostituibile Santosh.

Arriviamo in albergo un pochino provati ma una bella doccia ci rimette in sesto.

Cena ed appuntamento per le 6,30 di domani.

 2 dicembre 2010

Destinazione Onkadelli, nel distretto di Koraput, dove vive la più selvaggia e rude tribù dei Bonda.

Oggi è giorno di mercato ed i Bonda lasciano i loro villaggi sulla montagna e scendono a valle per approvvigionamenti e per vendere i loro prodotti percorrendo anche 40 kilometri in un solo giorno.

Li vediamo arrivare. Ci avvertono di non scattare foto agli uomini che già in preda ai fumi dell'alcool sono molto aggressivi. Non c'è stato bisogno che ce lo ripetessero una seconda volta quando abbiamo visto arrivare il primo gruppo: correvano ed ognuno di loro aveva un rudimentale, ma sicuramente funzionante, arco e frecce con le punte di legno e di metallo. Le facce erano tutt’altro che rassicuranti e quindi non abbiamo fatto nulla per suscitare la loro attenzione.....

Se gli uomini ci hanno colpito per i loro volti e le armi pronte all’uso, le donne ci hanno semplicemente conquistato in tutta la loro meraviglia di colori. Indossavano ridottissime fasce intorno ai fianchi mentre il seno , privo di indumenti, era splendidamente adornato di numerosissime e lunghe collane di perline multicolori, di cerchi di alluminio e dalle orecchie pendevano grandissimi ed elaborati orecchini. Anche le teste rasate erano acconciate con moltissime perline. Sono molte ed iniziamo a fotografarle. Non sono molto disponibili…salvo pagamento di un piccolo obolo....che peccato!!! Ci immergiamo nel mercato.

Tenendoci sempre alla larga dagli uomini che oltre a vendere alcol, ne bevono anche tanto, ci facciamo assorbire dalle spettacolare scene di vita  e di mercato assolutamente realmente vere.

Riprendiamo la strada per Lamtaput per visitare un villaggio Gadaba. La prima cosa che notiamo è un enorme albero di baniano con innumerevoli liane sulle quali si dondolano giocando dei bimbi. Dopo la tanta confusione del mercato qui c’è una pace rilassante. Incontriamo donne e bambini ma solo i più piccoli perché quelli più grandicelli li andiamo a scovare a scuola. Sono molto carini ed educati ed anche la maestra è molto disponibile. Facciamo una bella foto di gruppo  che lasceremo stampata alla contentissima maestra.

Rientriamo in albergo appagati dalla giornata trascorsa.

 3 dicembre 2010

Anche oggi visiteremo un mercato. E' quello di Kunduli dove si incontrano soprattutto le genti Paraja.

E’ vastissimo e pieno di gente. Camminiamo tra una bancarella e l’altra e siamo ancora una volta conquistati dalla gente, dai colori, dai profumi e perché no….dagli "odori" ai quali ci stiamo abituando. Per sostenere le piccole economie ci tuffiamo anche noi nell’acquisto di coccetti, sciarpe di garza e quant’altro che spesso regaliamo nel successivo villaggio......Nel pomeriggio visitiamo un villaggio Paraja ed ancora una volta siamo accolti da persone contente di vederci, cordiali e disponibili.

4 dicembre 2010 

Partiamo molto presto per una tappa di trasferimento per arrivare a Vishakapatnam in tempo per il nostro volo per Kolkata.  Domani si parte prestissimo il nostro volo decolla alle 8,55. Si torna a casa.

*         *           *

 Cosa dire in poche righe di questo viaggio, di questa India così particolare, così diversa che ci ha tanto ricordato i colori d’Africa. Una terra straordinaria per chi vuole trovare popolazioni autentiche dove vivono, “quasi” completamente isolate dalle contaminazioni occidentali, decine di realtà tribali in un contesto assolutamente primitivo e naturale.

un sadhu lungo il fiume Hoogly a Kolkata

 

 

il ponte di Howrah a Kolkata

 

 

una barchetta sul fiume Hoogly

 

 

venditore di piumini a Kolkata

 

 

Jaganath, applique a Pipli

 

 

un musicista a Pipli

 

 

spiaggia a Puri

 

 

ragazze Bonda

 

 

sulla via del mercato

 

 

particolare ornamenti bonda

 

 

anziana raccoglitrice

 

 

un vasaio

 

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