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CHHATTISGARH: ALLA FESTA DI JAGDALPUR, IL CAPOLUOGO DI BASTAR
gruppo di ragazzi Gond foto di Maura Boer |
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"Vedrai, quando arrivi a Jagdalpur, sarà uno spettacolo coloratissimo! Siete proprio fortunati a capitarci nel giorno della festa!" mi disse l'agente locale di Bhubaneshwar. Era il 23 ottobre, giorno in cui in tutta l'India si festeggiava il Dussehra, per commemorare il ritorno di Rama ad Ayodhya, e in omaggio a Durga, la dea che uccise il demone Ravana, come simbolo del trionfo del bene sul male. Infatti lungo la nostra strada in Orissa ci imbattemmo in statue di Durga ovunque, in vari momenti della sua preparazione. Perchè per questa festa le statue -enormi: 3,4 metri di altezza- vengono fatte di anno in anno, in creta colorata, e il giorno dopo la festa le si vedono galleggiare nei fiumi.... |
processione di donne alla festa |
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Ma a Jagdalpur non è Durga al centro dell'attenzione. E' un altra dea, chiamata Sri Danteshwari Mai, una emanazione locale di Durga. il carro rapito il giovane maharaja |
Questa è la dea di famiglia dei Maharaja di Jagdalpur, molto venerata perchè aiutò i Maharaja quando andarono in battaglia. La dea è venerata anche dai membri delle tribù. Il giorno della festa tutti i gruppi etnici dei dintorni collaborano per costruire un carro sulla quale portarla in processione. Ma la leggenda racconta che uno dei Maharaja non aveva dato ascolto alle necessità delle tribù, e per vendicarsi i membri delle tribu rapirono il carro, e soltanto dopo che il Maharaja acconsentì a soddisfare le loro richieste la dea gli venne restituita.Questo rapimento viene rappresentato simbolicamente ogni anno durante i due giorni della festa: il primo giorno il carro viene rapito e portato in un luogo dove rimane sotto la tutela dei membri delle tribu , e il secondo giorno il Maharaja deve recarsi sul luogo e
fare le sue promesse per l'anno venturo, dopodicchè carro e dea vengono riportati indietro. |
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All' appuntamento con la dea i membri delle tribu vengono da lontano; da ogni direzione arriva gente a piedi, coloratissimi, e vedi gruppetti che portano due bastoni in spalle, circondati da altre persone che suonano campane e tromba. Portano 'la loro dea', il totem del villaggio, trasferitosi per il viaggio su un palo; ogni villaggio porta il proprio totem ad incontrare la dea Danteshwari, e carico di benedizione viene riportato indietro. Da decine di chilometri prima e dopo Jagdalpur li vediamo arrivare Uomini e donne, giovani e anziani, con bambini a piedi o portati in una cesta sulle spalle del papà o della mamma. Sono allegri, camminano veloci e in fila. Arrivati in città notiamo una bella confusione, tra gente 'normale' vestita da festa, donne con sari coloratissimi, e gente delle tribù. Vanno prima a rendere omaggio alla dea, nel tempio di Danteshwari vicino al palazzo, e poi visitano il palazzo. Vicino al palazzo vediamo i membri delle tribu prepararsi per la notte: tutti seduti per terra, a cucinare chapati e riso! Intere famiglie. Èli che si accamperanno, per passare due notti all'addiaccio. Poveracci, la seconda notte piove....chissà che macello! dettagli di braciali e cavigliere dettagli di campanellini |
uomo muria con trampoli in mano E' venuto sera, si accendono le luci. Che bello! Illuminato il palazzo, illuminato il carro, gente che va e che viene. Qualche ragazzino ci chiede:"Do you like our Dussehra?" E tutti ridono.... L'indomani ritorniamo nel pomeriggio. C'è un comizio, arriverà il Chief Minister da Raipur -capitale di Chhattisgarh-. Terreno transennato, con tanto di servizio d'ordine (Chhattisgarh è zona di "naxaliti", gueriglieri locali). Ma che meraviglia! Ad aspettare i politici ci sono tutti i rappresentanti delle tribù, che in omaggio gli offriranno una danza tribale. Vestiti nei loro costumi tradizionali. Ci sono i Maria dal corno di bisonte, che indossano un copricapo imponente adornato con due corna, e portano un grosso tamburo. Ci sono i Muria di Narayanpur, trampolieri ornati con piume di pavone, ci sono le ragazze Gond e Dhurwa, con cavigliere e bracciali lavoratissimi...I miei compagni si scatenano a scattar fotografie, ed ecco che arriva la macchina con il Chief Minister. Passa in mezzo alla gente tribale, circondato dalla sua guardia del corpo. Una volta sistematosi, inizia il rullo dei tamburi, e tutta questa folla colorata si mette in moto per fare la loro danza. Un rullio viscerale, un suono antico che ti penetra nelle ossa. Finita la danza ci troviamo in mezzo a questa gente, a guardare ed ascoltare le promesse. Vane! Il ministro non si concede per piu di cinque minuti con qualche frase d’obbligo, in meno di un quarto d'ora è tutto finito, lui ritorna nella macchina, e la folla si scioglie. Nel frattempo la piazza è affollata, diversi gruppetti con il loro totem richiamano l'attenzione. Ci facciamo un piacevole bagno di folla, per andare incontro al carro oramai riportato indietro; perchè il giovane Maharaja- torna già indietro, ha già fatto le sue promesse, ed eccolo ritto sul suo carro, vestito di broccato d'oro in mezzo a ghirlande di fiori. Il carro è seguito da un uomo in bicicletta che trasporta un generatore per far luce.... |
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Un angolo d'India poco conosciuto, una festa piacevole e genuina! testo Kristin Blancke Dharamshala, novembre 2004 |
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