CHHATTISGARH:

ALLA  FESTA  DI  JAGDALPUR, IL CAPOLUOGO DI BASTAR

gruppo di ragazzi Gond

foto di Maura Boer

slideshow su flickr

"Vedrai, quando arrivi a Jagdalpur, sarÓ uno spettacolo coloratissimo! Siete proprio fortunati a capitarci nel giorno della festa!" mi disse l'agente locale di Bhubaneshwar.

Era il 23 ottobre, giorno in cui in tutta l'India si festeggiava il Dussehra, per commemorare il ritorno di Rama ad Ayodhya, e  in omaggio a Durga, la dea che uccise il demone Ravana, come simbolo del trionfo del bene sul male. Infatti lungo la nostra strada in Orissa ci imbattemmo in statue di Durga ovunque, in vari momenti della sua  preparazione. PerchŔ per questa festa le statue -enormi: 3,4 metri di altezza- vengono fatte di anno in anno, in creta colorata, e il giorno dopo la festa le si vedono galleggiare nei fiumi....

processione di donne alla festa

Ma a Jagdalpur non Ŕ Durga  al centro dell'attenzione. E' un altra dea, chiamata Sri Danteshwari Mai, una emanazione locale di Durga.

il carro rapito                                    il giovane maharaja

 Questa  Ŕ la dea di famiglia dei Maharaja di Jagdalpur, molto venerata perchŔ aiut˛ i Maharaja quando andarono in battaglia. La dea Ŕ venerata anche dai  membri  delle trib¨. Il giorno della festa tutti i  gruppi etnici dei dintorni collaborano per costruire un carro sulla  quale portarla in processione. Ma la leggenda racconta che  uno dei Maharaja non aveva dato ascolto alle necessitÓ delle trib¨, e per vendicarsi i membri delle tribu  rapirono il carro, e soltanto dopo che il Maharaja acconsentý a soddisfare le loro richieste la dea gli venne restituita.Questo rapimento viene rappresentato simbolicamente  ogni anno durante i due giorni della festa: il primo giorno il carro viene rapito e portato in un luogo dove rimane sotto la tutela dei membri delle tribu , e il secondo giorno il Maharaja deve recarsi sul luogo e fare le sue promesse per l'anno venturo, dopodicchŔ carro e dea vengono riportati indietro.

All' appuntamento con la dea  i membri delle tribu vengono da lontano; da ogni direzione arriva gente a piedi, coloratissimi, e vedi gruppetti che portano due bastoni in spalle, circondati da altre persone che suonano campane e tromba. Portano 'la loro dea', il totem del villaggio, trasferitosi per il viaggio su un palo; ogni villaggio porta il proprio totem  ad incontrare la dea Danteshwari, e carico di benedizione viene riportato indietro.

Da decine di chilometri prima e dopo Jagdalpur li vediamo arrivare Uomini e donne, giovani e anziani, con bambini a piedi o  portati in una cesta sulle spalle del papÓ o della mamma. Sono allegri,  camminano veloci e in fila. Arrivati in cittÓ notiamo una bella confusione, tra gente 'normale' vestita da festa, donne con sari coloratissimi, e gente delle trib¨. Vanno prima a rendere omaggio alla dea, nel tempio di Danteshwari vicino al palazzo, e poi visitano il palazzo. Vicino al palazzo vediamo  i membri delle tribu prepararsi per la notte: tutti seduti per terra, a cucinare chapati e riso! Intere famiglie. ╚li che si accamperanno, per passare due notti all'addiaccio. Poveracci, la seconda notte piove....chissÓ che macello!

dettagli di braciali e cavigliere

dettagli di campanellini

uomo muria con trampoli in mano 

E' venuto sera,  si accendono le luci. Che bello!  Illuminato il palazzo, illuminato il carro, gente che va e che viene. Qualche ragazzino ci chiede:"Do you like our Dussehra?" E tutti ridono....  

L'indomani ritorniamo nel pomeriggio. C'Ŕ un comizio, arriverÓ il Chief Minister da Raipur -capitale di Chhattisgarh-. Terreno transennato, con tanto di servizio d'ordine (Chhattisgarh Ŕ zona di "naxaliti", gueriglieri locali).

Ma che meraviglia! Ad aspettare i politici ci sono tutti i rappresentanti delle trib¨, che  in omaggio gli offriranno una danza tribale. Vestiti nei loro costumi tradizionali. Ci sono i Maria dal corno di bisonte, che indossano un copricapo imponente adornato con  due corna, e portano un grosso tamburo. Ci sono i Muria di Narayanpur, trampolieri ornati con piume di pavone, ci sono le ragazze  Gond e  Dhurwa, con cavigliere e bracciali lavoratissimi...I miei compagni si scatenano a scattar fotografie, ed ecco che arriva la macchina con il Chief Minister. Passa in mezzo alla gente tribale, circondato dalla sua guardia del corpo. Una volta sistematosi, inizia il rullo dei tamburi, e tutta questa folla colorata si mette in moto per fare la loro danza. Un rullio viscerale, un suono antico che ti penetra nelle ossa. Finita la danza ci troviamo in mezzo a questa gente, a guardare ed ascoltare le  promesse. Vane! Il ministro non si concede per piu di cinque minuti con qualche frase dĺobbligo, in meno di un quarto d'ora Ŕ tutto finito, lui ritorna nella macchina, e la folla si scioglie.

Nel frattempo la piazza Ŕ affollata, diversi gruppetti con il loro totem richiamano l'attenzione. Ci facciamo un piacevole bagno di folla, per andare incontro al carro oramai riportato indietro; perchŔ il  giovane Maharaja- torna giÓ indietro, ha giÓ fatto le sue promesse, ed eccolo ritto sul suo carro, vestito di broccato d'oro in mezzo a ghirlande di fiori. Il carro Ŕ seguito da un uomo in bicicletta che trasporta un generatore per far luce....

 Un angolo d'India poco conosciuto, una festa piacevole e genuina!

testo Kristin Blancke -foto Maura BoŰr

Dharamshala, novembre 2004

|home|      |racconti|