NOTE SUL VIAGGIO  CON LE GOWA OTTOBRE/NOVEMBRE 2005

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 27 ottobre 2005: arrivo del gruppo a Ktm. Perdita di un bagaglio, come al solito.

 28 ottobre: visite nella valle di Kathmandu. Nel pomeriggio ci troviamo in mezzo  ai soldati arrivati per controllare una manifestazione dei media. Si lasciano fotografare gentilmente. Poi procediamo per le visite.

 29 ottobre: al mattino presto andiamo in aeroporto per il volo su Lhasa, che è in orario. Paghiamo 1700 Rs N come tasse aeroportuali. Volo bello e arrivo a Lhasa. Aeroporto nuovo e personale gentile, in contrasto con quello di qualche anno fa, un filino scorbutico. Per arrivare a Lhasa, con la nuova strada ci s’impiega 40 minuti. Non vale più la pena fermarsi al Lha Chenpo, le statue del Buddha. È diventato un allevamento per mastini tibetani e bisogna pagare per poter fare delle fotografie ai basso rilievi. In compenso, a causa mancanza di alberi con foglie perchè è autunno si può vedere il Potala subito dopo il monastero del Drolma lhakang. A Lhasa ci sistemiamo nello Shangbala Hotel, in pieno Barkhor. È situato in una via laterale piena di negozi che vendono materiale per trekking a buon costo, in più è vicino ai ristoranti più accettabili di Lhasa: lo Snow Land ed altri. Il tempo è magnifico anche se nel pomeriggio si rannuvola. Le camere sono riscaldate e il ristorante dell’albergo non è dei migliori per la cucina.

30 ottobre: al mattino visita di Drepung e al pomeriggio visita del Jokhang e del Norbulinka. Al Jokhang eravamo soli fino al momento che hanno permesso di accedere ai tibetani, che potevano entrare gratis. Una massa enorme di persone indisciplinate e pericolosamente eccitate erano tenute a bada da due polizziotti. In fila inglese aspettavano il loro turno per l’entrata. Intorno al Barkhor sempre più gente che si prosterna e sempre più colore. Serata a cena fuori!

         

31 ottobre: stamane visita del Potala. Era affollato di pellegrini perchè oggi - come anche ieri - l’ingresso è gratuito per i tibetani. Ci sono molti turisti che arrivano da Chengdu perchè i voli da Ktm sono sospesi fino a marzo, noi abbiamo preso l’ultimo.

 

ganden

 01 novembre: Stamane andiamo a visitare Ganden situato a 37 Km da Lhasa a 4295 m, un’ora e trenta di pulman. L’arrivo a Ganden è spettacolare, la strada sale con curve dolci nell’anfiteatro e già da lontano si può vedere il monastero. Dopo una breve visita del monastero e dopo aver mangiato andiamo sul lingkor. Erano anni che non andavo e l'ho trovato molto piacevole. Il sentiero si snoda sulla costa della montagna e sotto si vede tutta la valle. Molto silenzio; quasi quasi lo definirei "un posto molto spirituale". Un monaco passeggia silenzioso nella direzione nostra. A metà percorso deviamo sulla sinistra e scendiamo verso il durtro. Decine di lungta annunciano l’arrivo al luogo dove si svolge una delle forme di funerale in Tibet, quello dell’aria. Il corpo viene inciso [non più 'tagliato' per evitare che venga portato via] con vari strumenti, coltelli, asce etc e poi lasciato in pasto agli avvoltoi o alle belve. Anche questo posto, nonostante la crudezza degli strumenti  e di capelli e sangue sparsi dovunque, non suscita nessuna paura; è un pò simile alle pire funerarie di Varanasi. Continuiamo la nostra discesa verso il gompa e torniamo a Lhasa. All’arrivo incontro Chungla e insieme andiamo a bere un caffè e poi mi porta a visitare due alberghi; il primo il Gorka, un pò fuori mano ma carino e tranquillo, il secondo lo Yak, non lontano dallo Shangbala, anche questo accettabile.

La sera a cena fuori.

 02 novembre: incominciamo la navigazione sullo Tsangpo. Al mattino ci trasferiamo a Gongkarchode, appena fuori Lhasa. Ci aspettano 4 gowa con relativi rematori. Siamo bene attrezzati per il freddo, abbiamo coperte per coprirci le gambe e siamo ben vestiti perchè il freddo, quando tira il vento, è notevole. All’arrivo il nostro campeggio è già pronto e non ci rimane che andare a fare una visita nel villaggio di Tsena. Stanno costruendo una strada asfaltata che porterà fino ai piedi della collina dove sorge il monastero di Shungseb. La serata è fredda nella tenda per la cena. Alcuni hanno freddo la notte, freddo dovuto all’incuranza di usare più coperte, che erano a disposizione.

03 novembre: al mattino a piedi ci dirigiamo verso le gowa, lasciate vicino al ponte. Una passeggiata di una mezzora. Arriva anche Chungla! Partiamo alle 10,30 e arriviamo a Simpori alle 17,54. Sulle barche c’è un freddo tremendo a causa del vento. La Chungla è leggermente spaventata per via delle piccole rapide. Il tempo di navigazione effettivo è stato di 5 ore e 17 minuti; il tempo soste due ore e 37 minuti. All’arrivo siamo andati a visitare il piccolo monastero di Simpori situato in un villaggio ancora naturale. Con un trattorino ci spostiamo verso il campeggio che quest’anno viene fatto in un’altro posto. Ancora freddo e decisione di trovare sistemazione in guest house.

04 novembre: oggi partiamo per Dorje Drag; partenza ore 10, arrivo alle 18.00. Dorje Drag è un bel monastero che sorge sulle rive del fiume. All’arrivo un monaco mi riconosce e gentilmente mi fa vedere le camere che ci ospiteranno! Due camere, con sei letti per ognuna. Pulite e con un’atmosfera tranquilla. I bagagli vengono trasportati con un trattorino del gompa fin davanti alle camere! L’atmosfera del monastero, privo dei soliti turisti, è piacevole, monaci che girano silenziosi, e pace! La cena la facciamo in una cameretta pulita e non molto calda.

 

dorje drag

 05 novembre: andiamo a Ngadrag; 4 ore di navigazione. Il mattino dopo incontro una mia vecchia conoscenza. Un vecchio Lama che mi da solo una sensazione di pace e la voglia di rimanere un pò di tempo con lui. La sua cameretta è semplice e piena di strumenti rituali e foto. Su mia richiesta da a ognuno di noi un po di duzi e ci sorride.

L’arrivo a Ngadrag è stato un casino. Dovevamo camminare fino ai trattorini che ci aspettavano e i clienti per aiutare si sono portati i propri bagagli. Il problema era che bisognava guadare dei corsi d’acqua con relative bagnature! Abbiamo viaggiato per circa un’ora e trenta prima di arrivare alla base del sentiero che porta al monastero di ZaDe, un piccolo monastero di monache a 3960 m. Siamo arrivati alla base del sentiero alle 19 e alle 20 al monastero. Le sistemazioni erano meno belle di quelle del giorno precedente, in più era pieno di rumorosi tibetani. La cucina era sporca, buia e soprattutto fredda, ma i letti erano caldi.

 06 novembre: passeggiata alle grotte di Yeshe Tsoghiel. Il dislivello da Zade alle grotte è all’incirca di 500 m e le grotte si trovano a un altezza di 4400 m. Mi sono fatto la salita da solo e mi è piaciuto non poco. Mi fermavo spesso ad ascoltare il silenzio e guardare gli uccelli; mi sono fermato vicino al torrente e pian piano sono salito fino a destinazione. Ci siamo fermati per un’oretta circa, poi ho lasciato andare gli altri e mi sono rifatto una discesa silenziosa finchè non mi ha raggiunto Chungla che è una chiacchierona molto interessante e simpatica. Abbiamo parlato  di Guru Rimpoce, del quale non ci sono documentazioni storiche, e lei era d'accordo sulla possibilità che non sia mai esistito. Abbiamo parlato di politica e di lama fuoriusciti dal Tibet. Poi siamo scesi verso il monastero dove ci aspettava un buon caffè caldo e biscotti eccellenti. Il nostro cuoco, Migmar, è davvero eccezionale!

07 novembre: Ngadrag/Samye circa 4 ore di navigazione. L’arrivo alla spiaggia è stato anche la fine della nostra navigazione! Foto di gruppo e pranzo sulla spiaggia in attesa dei Toyota che ci hanno portato a Samye. Chungla ci ha portato in una nuova G.H ma è ancora in costruzione e leggermente distante dal monastero. Quindi siamo tornati alla G.H di Samye che trovo accogliente e pulita. Inoltre trovarsi all’interno delle mura del monastero offre la possibilità di passeggiare fino all’ora di cena. 

 

samye

Stasera festeggiamo il mio compleanno. Chungla ha prenotato tutto il ristorante e Migmar ha preparato una cena con un sacco di cose. Siamo in 23. La torta enorme troneggia su un tavolo, ci sono bottiglie di vino e birra. Tutto. Dopo il fatidico taglio della torta lo staff si è divertito a tirarsi contro la panna. C’era una candelina che accesa suonava “happy birthday to you” Al mattino suonava ancora!

Prima di andare a dormire ci siamo fermati sul terrazzo a guardare un magnifico cielo stellato e solcato di tanto in tanto da stelle cadenti. Il monastero alla luce della luna aveva un qualcosa di magico. Freddo e a letto.

08 novembre: dopo la visita di Samye siamo partiti per Tsedang via strada. La strada è molto bella; attraversa un piccolo deserto di sabbia e presto sarà costruito un ponte che unirà Tsedang con Samye! Prima del ponte ci siamo fermati a visitare il gompa di Kye ru; un monastero, sembra, costruito dal padre di Trisong Detsen! L’entrata è incorniciata da fiori; è piccolo ma dà una sensazione di raccoglimento e pace. Durante la rivoluzione culturale Kye ru gompa fu risparmiato e adibito a deposito. I dipinti sono anneriti dal fumo ma da quanto si può  ancora intravedere dovevano essere bellissimi. Prima di andare a mangiare visitiamo lo Yumbulhakang e Tamdrug gompa. L’albergo lascia sbalorditi i miei compagni di viaggio. Nel tardo pomeriggio andiamo a fare compere nel vicino negozio per vestiti da trekking. Serata in albergo.

 

kyeru gompa

09 novembre: alle ore 9,18 partiamo per Gyantse. 9 ore di viaggio comprensive di tre ore di sosta. Distanza da Gonkar un’ora e venti, 90 km. La strada è bella e si sale facilmente fino al Kambala [4796 m]. Scendiamo verso Nagartse e prima di arrivarci giriamo per andare a visitare Samding, costruito nel 1500, situata a 4555 m. Il monastero che ospita 21 monaci è arroccato sul declivio della montagna e la badessa, la dodicesima reincarnazione di Dorje Phagmo, è a Lhasa. Mangiamo a Nagarste nel solito ristorantino e proseguiamo per Gyantse attraversando il Karola a 5047 m. Il Simila [4369] è l’ultimo colle che valichiamo prima di arrivare a Gyantse. Ci sistemiamo in albergo e poi vado a farmi un giro per la città con Angelo.

10 novembre: al mattino visitiamo il Kumbum e il Palkor Chode. Poi ci avviamo a Shigatse [3850 m] e sulla strada visitiamo Shalu, sempre molto bella! Prima di andare in albergo andiamo a mangiare al Songtsen restaurant; un bel ristorantino con ottima cucina a due passi dal monastero. Cibo buono.

Visitiamo il monastero di Tashilumpo e poi il bazar tibetano. Infine ce ne andiamo in albergo. La sera torniamo al nostro ristorante!

 11 novembre: dovevamo partire da Shigatse alle 7,30 ma a causa di uno stupido incidente partiamo alle 8.30 e arriviamo a Shegar [4305 m] alle 16.42. Il piccolo incidente si verifica poco prima di partire, al momento “controllo camere”. Arriva una cameriera dicendo che c’è una federa di cuscino sporca di sangue; le dico che la voglio vedere, perchè bisogna pagarla. In effetti vi sono due micro-gocce di sangue uscita da una crosticina sul naso di un cliente. Ci mettiamo a ridere e quando lei sostiene che è irrecuperabile le diciamo che la laviamo noi. In effetti una signora va in bagno e dopo una mezz'oretta dice che non ci sono detersivi adatti, ma la federa è pulita. Finisce in risate e partiamo. Facciamo la nuova strada che inizia a Renda e lascia sulla sinistra Sakya. La strada sale verso il La Tse, 4936 m, da dove si gode un ottima vista della catena Himalayana con l’Everest! Stupendo!

Scendiamo verso il deserto di sabbia fine; dune alte e villaggi che appaiono come miraggi. È stupafacente essere in pieno deserto, con la catena himalayana coperta di neve sullo sfondo! Una tempesta di sabbia ci segue per due ore, ci insabbiamo e giochiamo con i toyota. Su un piccolo colle battuto dalla tempesta di sabbia incontriamo una piccola carovana di tibetani su trattorini. Non sono protetti come noi dai vetri della macchina, scendono e fanno le loro cose come se la tempesta non ci fosse. 

              

Arriviamo infine alla ventosa e fredda Shegar! Vado a visitare un nuovo albergo che si trova non lontano dal nostro. È vuoto e desolante, preferisco il nostro. L’albergo, le stanze e il bar sono incredibilmente freddi; nelle camere l’acqua è poca perchè le tubature sono gelate e la vasca da bagno è piena d’acqua per il water. La sera mangiamo coperti con tutto quello che avevamo.

 12 novembre: levataccia per la visita di Rombug [5002 m]. Partenza 7.30 arrivo 11.30; 94 km da Shegar. Ci arrampichiamo verso il Jowola, 5210 m, da dove ci godiamo una magnifica vista sull’Everest circondato dai suoi amici il Ciowola e il Makuran. La strada scende verso Rombug e di nuovo da un piccolo colle l’Everest ci appare ancora più vicino! Arrivati a Rombug andiamo al campo base, da dove l’Everest è veramente grandioso! Visitiamo il monastero, piccolo ma carino. Vedo la nuova G.H con un’enorme antenna al fianco! Non è male ma deve essere molto freddo.

Ripartiamo e ci fermiamo a mangiare in un villaggio che a dir poco sembra che ci fa tornare ai racconti dell’800-‘900. In pieno deserto, con un bazar colorato e vivace, donne nei loro vestiti tradizionali con fibbioni giganteschi che servono per tener chiusa la chuba, uomini che si spostano con carretti trainati da cavalli. Si sente la poca affluenza turistica perchè per le foto non chiedono nulla in cambio. Mangiamo in un ristorante altrettanto caratteristico, affollato da tibetani che ci osservano incuriositi; una stufa al centro alimentata da sterco di yak ci riscalda.

Arriviamo a Shegar nel pomeriggio e passiamo il resto della giornata nel bar a bere per tenerci caldi!

13 novembre: altra levataccia. Partiamo alle 5. Ne è valsa la pena perchè arriviamo sull’ultimo passo nel momento in cui la luce notturna sta lasciando il posto a quella del giorno. C’è neve già da un pò. Il passo è completamente coperto di bianco e lo Shishapangma ci fa un regalo bellissimo. Da nero diventa roseo e in pochi minuti rosso. Il sole lo sta svegliando dal suo sonno notturno. Il freddo è intenso e il vento ci da dentro molto bene, sembra ci voglia negare questo spettacolo stupefacente

      

che l’ultimo pezzo di strada, prima di arrivare al confine, ci vuole donare come regalo e augurio di ritorno. Queste sono fra le immaggini che fanno tornare in Tibet...

Ora non ci fermeremo più fino all’orribile Zhangmu. Mangiamo in bel ristorantino vicino allo Zhangmu hotel e dopo aver attraversato la frontiera scendiamo verso Kodari.

Fine! 

                                                           

 Franco Pizzi

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