HAPPY DIWALI...........

 

Oggi si festeggia il diwali!

Una festa dedicata a Rama, protagonista del Ramayana; mandato in esilio per 14 anni dal padre -il re di Ayodhya- sotto pressione della matrigna -la regina Kaikeyi-, Rama ritorna ad occupare il suo leggittimo trono, dopo le vicissitudini per salvare la sposa Sita rapita dal demone Ravana che l'aveva condotta a Ceylon. Quando finalmente rientra  ad Ayodhya, la popolazione lo aspetta giubilante, e tutta la citta risplende di  luci!

                                                                              

Qui a Dharamsala sono due giorni che si prepara la festa; ieri, davanti al municipio, erano allineate bancarelle che vendevano fuochi d’artificio-costosi per essere in India! E nella via centrale del bazar altre bancarelle vendevano candele. Due aspetti della "festa della luce"! 

Stamane, andando a spasso con Jampa, nei villaggi che attraversavamo si notava un attività fervida, semplice e bella, conforme alla natura che circonda questa valle: ognuno raccoglieva fiori di tagete e componeva belle corone arancioni e gialle per adornare le porte e le finestre della propria dimora. Nell'aria si coglieva allegria e anticipazione per la festa. Anche io volevo festeggiare... e vidi che il signore con i capelli rossi tinti con l’hennè, proprietario di una botteguccia come tante altre che vendono tutte le stesse cose,  aveva i “botti”. Ho comperato  botti e bastoncini di stelle filanti, felice al pensiero che stasera potevo partecipare alla gioia della popolazione locale.

 

Verso le 18.00 è iniziato il festeggiamento vero e proprio; con tanti “botti”,  una sorta di bombardamento che una volta consideravo noioso, assordante e privo di significato.

Esco in giardino con Jampa, che innervosito abbaia contro ogni fuoco che schizza nel cielo prima di esplodere in variegati colori, e mi soffermo a guardarmi lo spettacolo. Rientro a prendere il mio piccolo arsenale, esco nuovamente, e con Kristin e i servitori della casa accendiamo le nostre girandole e i fuochi che invece di esplodere formano cascate di luce, tra le risate di tutti e gli abbai di Jampa che non capisce questo passatempo umano. Ma non è finito! I rumori dei petardi aumentano con il passar del tempo e cosi dopo cena saliamo sul tetto della casa  a goderci lo spettacolo. Davvero bello! Nella valle sottostante, verso la catena del Dhauladar e dietro di noi, dovunque decine e decine di fuochi d’artificio s’intrecciano, esplodono, illuminano il cielo con piogge di stelline colorate. Naturalmente nell’anarchia più completa, perchè ognuno spara cosa vuole, dove vuole, e nella direzione che vuole.

Eh già, qui non esiste la rigidità municipale delle nostre città dove i fuochi d’artificio sono regolamentati. Qui ognuno fa cosa vuole! Il generale in pensione che abita nella casa vicino alla mia è quello che ha offerto lo spettacolo più bello e più costoso. Fuochi che salivano alti nel cielo per trasformarsi in fiori di luce, uno dopo l’altro in rapida successione; e noi a gridare :“Sei grande, generale!” Da una casa poco distante si elevavano  fuochi più poveri,  tipo bengala, ma anche essi belli perchè vedevamo dal nostro tetto la felicità di chi li accendeva e trepidante aspettava il risultato. L’aria si faceva sempre più  satura di polvere pirica, gli occhi incominciavano a bruciare anche stando in casa...botti ininterrotti  e soltanto verso la mezzanotte il rumore è andato diminuendo, per terminare completamente verso l’una.

Questo succedeva in Dharamshala, ma sicuramente in tutta l’India ci sarà stata la stessa “esplosione” di gioia. Su uno dei quotidiani indiani leggevo di un signore di Bangalore che dichiarava di aver speso un lakh di rupie per i fuochi [5.000.000 di vecchie lire]; in un altro articolo veniva riportata la notizia della vendita in Bihar -uno degli stati piu' poveri dell'India- di una  "bomba Osama” e una "bomba Bush”, a più di 1000 rupie cadauna [50.000 vecchie lire italiane] ; a quanto pare la bomba “Osama” andava a ruba, e vinceva nettamente su Bush! E così migliaia e migliaia di rupie sono volate nel cielo per ricadere sotto forma di stelle e di fiori sui 460 milioni di indiani che vivono al di sotto del livello della povertà... 

 Franco Pizzi

Dharamshala, 12 novembre 2004

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