IMPRESSIONI / RACCONTO DI VIAGGIO

Stefano e Antonella Boniolo - Vicenza

Viaggio in Nepal e Tibet
Kathmandu-Lhasa-Namtso-Gyantse-Shigatse-Shegar-Kathmandu
dal 18 al 30 Agosto 2005


18/08 Arrivo a Kathmandu: ricevimento e trasferimento in albergo. 
giornata libera. Pranzo e cena liberi. Pernottamento Radisson Hotel.
Beh, il volo di avvicinamento a Kathmandu è stato bellissimo, con tutte quelle vette dell'Himalaya che emergevano dalle nuvole illuminate dal sole del mattino. Puntuale, dalla calca della gente all'uscita dall'aeroporto spunta Mr. Baral con il cartello con i nostri nomi; bene, Franco Pizzi esiste sul serio, il nostro viaggio anche: si comincia. Il Radisson è un hotel eccezionale. Il pomeriggio giriamo da soli per Thamel: che confusione, che odori, che tutto diverso: dall'Italia, ma anche da altri posti che abbiamo mai visitato prima.
La confusione è un po' frastornante, ma ci si abitua.

19/08 Kathmandu: Giornata dedicata alla visita della valle di Kathmandu. 
Incontriamo puntualmente la nostra guida italiana, Subhash Maharjan.
Alla mattina visitiamo Pashupatinath, sicuramente uno dei posti più incredibili che abbiamo mai visto: c'è di tutto, e ci colpisce davvero molto. Notevole anche il successivo stupa Boudhanath, anche se più "normale" come posto; pensavamo che lo avremmo visto alla sera, quando i tibetani lo circuambulano recitando il mantra (lo dice Franco), ma va benissimo lo stesso. Al pomeriggio, ci immergiamo finalmente in un po' di quiete a Bakhtapur; effettivamente, l'equilibrio è giusto: dopo la super confusione di prima, capita a fagiolo questo piacevole paesino, ricco di cultura e povero di auto e clacson.

20/08 Volo KTM/Lhasa: Pernottamento Gorkha Hotel.
La partenza dall'aeroporto di KTM è un po' complicata; 3 ore di continui controlli, documenti da compilare, personaggi strani che ti vogliono aiutare e poi vogliono mance, uff ... che palle ! I cinesi mi fregano anche le batterie (ricaricabili!) della macchina fotografica. Il volo però è davvero spettacolare; al passaggio sull'Everest, che spunta maestoso dalle nuvole, tutti si spostano a sinistra, ma l'aereo per fortuna resta dritto; a proposito, l'aereo non è pieno neanche per metà: strano. E quanta acqua si vede, invece, quando si inizia a sorvolare il Tibet; si vede un fiumone enorme (il Brahmaputra?!), stracolmo d'acqua, attraversare tutta la valle.
All'arrivo l'organizzazione è ancora perfetta; la nostra guida, Tashi, viene a prenderci con tanto di scarf bianca. Piccola sosta al Drolma Lhakhang, e quindi dritti al caratteristico Gorkha hotel, che all'inizio non ci fa una bella impressione, ma sul cui conto avremo poi modo di ricrederci favorevolmente. Per il resto della giornata, riposo e bevute, ma stiamo bene, nonostante l'altitudine.
Conosciamo anche Chungla: deliziosa.

Circa l'organizzazione (Chungla, Tashi e "The Driver") da qui in avanti, e per tutta la durata della nostra permanenza in Tibet, andrà tutto perfettamente bene, meglio di un orologio svizzero. Nessun contrattempo: fate i nostri complimenti a Chungla e ai suoi collaboratori. 

21/08 Visite a Lhasa: Pernottamento Gorkha Hotel.
Alla mattina Antonella è un po' squinternata per l'altitudine, quindi ritardiamo l'uscita alle 10:30, e cambiamo un po' il programma. Alla mattina visita al Norbulingka, un po' deludente sotto la pioggia, mentre al pomeriggio si va al Potala. Subito un contrattempo: per entrare al Potala ci vogliono passaporto e visto che, naturalmente, dobbiamo tornare a riprendere in hotel. Che noiosi i cinesi! Durante la scalata al Potala c'è il sole, e tutt'attorno si vedono le montagne; siamo così gasati che mi dimentico di scattare le foto: non ho neanche una foto d'insieme del Potala, che è la cartolina più presente, tipica del Tibet! Tutto il resto è bellissimo e culturalmente molto interessante.
Alla sera cena con Franco, grazie ancora. Ci turba conoscere un po' troppa gente che sta male per l'altitudine; noi tutto sommato stiamo benone, meglio così.

22/08 Visite a Lhasa: Pernottamento Gorkha Hotel.
Oggi usciamo alle 9:30, e Tashi ci avverte che sarà un tour de force, se vogliamo recuperare quanto perso il giorno prima. Quindi via a Drepung, il Barkhor con lo Jokhang, Sera. 
Una parolina per ognuno.
Drepung è soprattutto vivo; indimenticabile l'affannarsi dei monaci immersi nel fumo della cucina, e la coda dei monaci che aspettano il pranzo; l'atmosfera che si respira è ben diversa di quella un po' smorta e da museo del Potala.
Il Jokhang è pure interessante, ma molto più affascinante è percorrere assieme ai pellegrini il suggestivo circuito che lo circonda, pieno di bancarelle e venditori; sembra un tuffo indietro nel medioevo. Lo ripercorriamo una seconda volta nel tardo pomeriggio, da soli, e naturalmente ci perdiamo tra le vie, incantati come siamo da tutto quello che ci circonda.
A Sera infine è molto interessante vedere il dibattito dei monaci, anche se forse un po' troppo ad uso e consumo dei turisti; a Tashinlumpo e a Sakya, più avanti, avremo assistito a dibattiti più genuini e meno appariscenti, di fronte a pochissimi turisti.
Alla sera troviamo in Albergo una bombola di ossigeno per l'indomani: si va a Namtso. Serata terribile per un mio improvviso mal di testa; stavolta l'altitudine si fa sentire.

Questo stesso giorno dobbiamo ricorrere a Franco perché Antonella non sa come ordinare una sua particolare medicina; che fatica spiegarsi in farmacia, ma alla fine ci si riesce; Tashi è veramente molto paziente e disponibile. Alla sera i telefoni dell'albergo sono bloccati e non riusciamo a chiamare Franco per ringraziarlo. Quindi lo ringraziamo adesso.

23/08 Lhasa-Namtso: Giornata di trasferimento verso Namtso "il lago del cielo".
Cominciamo anche a vedere un po' di natura tibetana, dopo la città. Paesaggi vastissimi, colori vivi e tantissima acqua.
E poi tanta umanità villaggi tibetani, contadini, yak, nomadi e tantissimi operai cinesi. Mai visti così tanti cantieri stradali come in Tibet. Andando a Namtso anche cantieri ferroviari: decine di operai al lavoro con pala e piccone; pochissimi i macchinari e le attrezzature tecniche. Pausa pranzo a Damxung: il posto non sembra un granché, ma la verdura al vapore che mangiamo è favolosa: mai più assaggiata dopo una verdura così! Le porzioni sono gigantesche, ne avanziamo metà, ma fuori c'è la fila che aspetta i nostri avanzi.
Bellissimo poi l'arrivo dall'alto al Namtso, peccato che il tempo oggi non sia dei migliori.
Con un po' di sorpresa, nonostante ci aspettassimo di alloggiare al Campo Tendato, finiamo invece alla Guest House; come mai? Mah! La sistemazione è un po' mediocre, ma durante la notte pioverà tantissimo, e ci sarà una mezza bufera; quindi, tutto sommato, meglio così; la tenda magari volava via ...
Il Nam-tso è davvero bello, ma l'altitudine (4700) si fa sentire, e facciamo solo 4 passi; la prossima volta bisogna restarci 2 giorni, per gustarselo meglio; così è un po' troppo di fretta, e ci lascia l'amaro in bocca per quello che avrebbe potuto essere e non è stato. E pensare che i turisti cinesi fanno tutto in giornata, partendo da Lhasa alle 6 di mattina!
La serata, tutti insieme nel salone centrale della Guest House è davvero simpatica; le ragazze ballano, i trekker leggono le guide e guardano le foto, e il cibo è ottimo; assomiglia un po' ai nostri rifugi di montagna.
Di notte le nuvole se ne vanno, e la stellata che ne deriva ci regala anche la Via Lattea! Poi, un freddo terribile!

24/08 Namtso-Gyantse; Lunga giornata di trasferimento. Arrivo e sistemazione in Gyantse Hotel.
Alla mattina diluvia; ciao ciao Nam-tso. Niente colazione in Guest House; alle 8 ancora tutti dormono e la colazione inizierebbe dopo le 9, ci dice Tashi.
Il viaggio fino a Lhasa non è un granché, ma dopo è un sogno... il viaggio che segue, da Lhasa a Gyantse risulterà essere il tragitto più bello di tutto il nostro viaggio! Lo Yamdrok-tso è strepitoso! Adesso c'è anche il sole.
E tutta la strada fino a Gyamtse è poi bellissima, quando non più asfaltata si inerpica verso il Karo-la; vediamo anche i ghiacciai che la costeggiano, e i turisti sono scarsi.
E non ci sono operai cinesi né lavori in corso; si incontrano solo yak e nomadi. Davvero un bellissimo viaggio oggi!

25/08 Gyantse-Shigatse; pernottamento in Shigatse Hotel.
Che fortuna alla mattina: arriviamo al Pelkor Chode che c'e', sul tetto, una celebrazione religiosa molto rara, con tanto di trombe stranissime e monaci in abito da cerimonia; molto suggestivo. E bellissimo poi il Kumbum; saliamo fino all'ultimo piano, dove il panorama e i colori del mattino sono molto diversi dai nostri. Poi si parte per Shigatse, ed è un peccato. Si perché Gyantse sembra molto bella ed intrigante; i vialoni sono a 4 corsie, ma non c'è traffico di auto; l'albergo noleggiava le biciclette, e molti turisti si divertono a girovagare per la città. Considerato che poi finiremo per avere 2 mezze giornate libere a Shigatse, forse poteva andar meglio averne una libera qui, e solo una libera a Shigatse.
Prima di Shigatse c'è Shalu; fortissimo come posto; con quella straducola-fiume poi ... vale proprio la pena andarci.
Al pomeriggio siamo liberi a Shigatse, e girovaghiamo per il mercatino, contrattando qualche acquisto; chissà se ci fregano ... (probabile).

26/08 Shigatse; pernottamento in Shigatse Hotel.
Alla mattina scopriamo che a Shigatse c'e' una festa nazionale cinese, e dobbiamo entrare da soli a visitare Tashilunpo; i soldati cinesi di guardia alla festa non lasciano entrare Tashi. Dentro però gli altri turisti hanno la loro guida, solo noi siamo da soli. Che strano ...
Comunque non ci perdiamo d'animo e visitiamo tutto lo stesso, aiutati stavolta dalla nostra inseparabile Lonely Planet; ormai siamo pratici di monaci e monasteri!
Al pomeriggio, dopo una breve visita al mercatino tibetano, siamo nuovamente liberi, ed proprio allora che pensiamo alla mezza giornata di Gyantse ...
Alla sera seguiamo il consiglio di Kristin e ceniamo al Tashi Restaurant: ottimo!

27/08 Shigatse-Shegar; Pernottamento in Everest Hotel; pensione completa
Nel nostro programma era scritto "Il viaggio faticoso di oggi viene ampiamente ricompensato dai paesaggi e dagli incontri che farete. Attraverserete gole strette fiancheggiate da alte montagne e valli enormi dove potrete vedere piccole carovane di yak guidate da nomadi tibetani ...".
Beh, purtroppo la realtà è un po' cambiata ...I cinesi hanno devastato una strada e una vallata intera, e i nomadi e gli Yak hanno probabilmente migrato in qualche posto più tranquillo. Ci aspettavamo una altra giornata come quella da Namtso a Gyantse, e invece restiamo un po' delusi.
Fortunatamente, a rivalutare la giornata, verso le 8 di sera, quando la strada è ormai tornata a essere una strada, la' in fondo, ecco l'Everest! Illuminato dalla luce rossa del tramonto ci trasmette un'emozione incredibile. Anche Tashi e l'autista restano sorpresi da quella visione, un po' improbabile in Agosto. La serata finisce bene, in uno splendido localino tibetano, di fronte alla nostra ultima cena, tipicamente tibetana.

28/08 Shegar-Zhangmu-Kathmandu; Pernottamento a Kathmandu Radisson Hotel
Il tempo oggi è splendido; al bivio a sinistra per l'Everest Base Camp vorremmo dirottare la jeep. E si', cari Franco e Kristin, dovevate proporci un pernottamento anche lì; caspita, ci fa proprio star male tirar dritto!
(Naturalmente scherzo; se era per noi stavamo via un'altra settimana, minimo ..)
Oggi il viaggio è davvero molto bello, l'Everest lo vediamo ancora altre due volte, da Tingri, e la strada è buona. Oggi sì che "il viaggio viene ampiamente ricompensato da paesaggi e incontri ecc ...".
OTTIMA OTTIMA OTTIMA (3 volte) l'organizzazione predisposta da Chungla al ponte con il Nepal. Veniamo fatti scendere dalla jeep solo dopo che Tashi ha riconosciuto la persona che ci aspetta, la quale ha già provveduto a pagare i ragazzi che ci trasportano le valige attraverso il Friendship Bridge. Meglio di così ... E poi via, giù a rotta di collo verso KTM, tra la vegetazione tropicale; bellissimo (ma quanti soldati e posti di blocco!)!
Alla sera sentiamo Franco al telefono, che si dice preoccupato per il nostro ritardo; per forza, abbiamo fatto fermare la jeep 10 volte per fotografare l'Everest!

29/08 Kathmandu; Pernottamento Radisson Hotel.
Ottima la nostra guida italiana, certo Shiva Prasad Chapagain: molto professionale e simpatico. Un po' brevi le visite: dalle 10:30 alle 12:00 a Kathmandu, prima allo stupa di Swayambunath, e quindi a Durbar Square. Il pomeriggio a Patan. Alle 15:30 siamo già di ritorno, e quindi sfruttiamo la piscina, il bagno turco e l'idromassaggio del Radisson.
La sera siamo di pizza da Fire and Ice.

30/08 ultimo giorno.
Anche oggi riusciamo a fare un bellissimo giretto, con tanto di passeggiata per due simpatici paesini rurali, appena fuori da Kathmandu. Non c'è un turista, ne traffico di automobili; forse la nostra guida vuole darci un piccolo assaggio di trekking nepalese. Beh, la prossima volta, forse; per quest'anno finiamo qui.

Stefano e Antonella
Settembre 2005

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