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TOUR
DEL RAJASTHAN E DELL' INDIA
DEL NORD
(17
GIORNI IN INDIA)
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Vi
propongo questo itinerario come modello approssimativo per un
viaggio individuale in Rajasthan ; può essere facilmente
accorciato di 3/4/5 giorni, a secondo delle vostre esigenze.
Ho inserito 3 tipi di alberghi per ogni sosta: il primo
3*, il secondo 4/5*, il terzo di lusso. Nel prospetto con i
prezzi troverete il costo delle differenti categorie.
Ricevimento
dallo staff dell’agenzia in aeroporto e
trasferimento in albergo.
Hotel
Ramada Plaza/Crown Plaza/Le Meridien
In
tarda mattinata visita della citta' di Delhi: la moschea del
Venerdi, il mausoleo di Gandhi, Qutub Minar, gli edifici
governativi di Nuova Delhi.
Delhi
è una delle più famose capitali nel mondo per la sua storia,
e due dei suoi monumenti, il Qutub Minar e la tomba di Humayum
sono stati dichiarati World Heritage Site dall'Unesco.
La
vecchia Delhi offre una quantità di monumenti da vedere,
impossibili da visitare tutti per mancanza di tempo. Tra i più
importanti troviamo il maestoso Forte
Rosso [alle volte non visitabile per motivi di
sicurezza], la storica Chandi Chowk
e il Raj Ghat. La
Nuova Delhi ospita molti palazzi governativi e fu
disegnata da Edwin Lutyens e Herbert Baker. Le attrazioni più
importanti nella Nuova Delhi sono il Rashtrapati
Bhawan, la residenza dei vicere Britannici; l'India
Gate, il memoriale eretto in onore dei soldati caduti
nella guerra con l'Afghanistan; il Qutab
Minar e altro.
Qutab
Minar;
Il
Qutub Minar sorge nel piccolo villaggio a sud di Delhi
chiamato Mehrauli. Fu costruita da Qutb-ud-din-Aybak della
dinastia degli Slave che conquistò Delhi nel 1206. A
parte la sua maestosità e' importante per quello che
rappresenta nella cultura indiana; infatti fu il primo
monumento Musulmano in India e fu anche l'inizio di un nuovo
stile architettonico che conosciamo come
"Indo-Islamico". È una torre in pietra arenaria
alta 72,5 m, interamente ricoperta da intarsi e versi del
Corano; lo scopo della sua costruzione fu quello di ricordare
la dominazione Musulmana in India, attraverso un minareto per
il muezzin per richiamare alla preghiera i devoti. Solo il
primo piano fu costruito da Qutb-ud-din-Aybak, gli altri piani
furono portati a termine dal suo successore Iltutmish.
Chandi
Chowk e Jama Masjid
Quando
l'imperatore Shahjahan decise di spostare la sua capitale in
Delhi nel 1638, come prima cosa costruì il Forte Rosso. Come
sito per la sua città fortificata scelse la riva occidentale
del fiume Yamuna e la chiamò Shahjahanabad. Subito davanti al
Forte fece edificare la moschea Jama Masjid come centro di
preghiera e il mercato di Chandi Chowk, pianificato in modo
che potesse risplendere sotto il chiarore lunare. Shahjahan lo
fece costruire per sua figlia in modo che lei potesse
comperare tutto quello che desiderava. Il mercato era diviso
da canali ora chiusi; rimane comunque un importante mercato da
visitare, dove camminano fianco a fianco l'uome che tira il
rickshaw e l'uomo che tiene in mano il cellulare ultimo grido.
Jama
Masjid
La
Jama Masjid di Delhi, conosciuta anche come
"Masjid-i-Jahan Numa" [Jahana significa
"Mondo" e Numa "visibile"] è la moschea
più grande dell'India. È situata all'incirca a 500 m dal
Forte Rosso. È costruita su una terrazza di pietra arenaria,
piu' o meno 10 m piu' in alto del livello stradale, e si
estende su una superfice di 1200 mq; fu completata dal primo
ministro di Shahjahan, Saadullah Khan. Fonti storiche
riportano che vi lavorarono 6000 uomini ogni giorno per 6
anni.
Sono
tre gli ingressi; uno è situato a est, il secondo a nord e il
terzo a sud. Quello a est era l'entrata della famiglia reale.
Pernottamento
in albergo (Ramada Plaza/Crown Plaza/Le Meridien)
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GIORNO
3:
DELHI
-
MANDAWA
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Trasferimento
in macchina (circa 7 ore) per Mandawa, nello Shekawati, la
terra delle haveli, -le dimore dei signori locali,
stupendamente decorate con affreschi che riproducono anche
scene di vita del periodo coloniale.
Arrivo
e sistemazione in albergo ( Sara Vilas/Mandawa Castle/Mandawa
Castle).
Nel
pomeriggio visita del villaggio e delle haveli di Mandawa e
Fatehpur.
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GIORNO
4:
MANDAWA-BIKANER
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Trasferimento
(6 ore) fra villaggi rurali e l’inizio del
deserto
del Thar. Vale la pena visitare alcuni villaggi lungo il
percorso.
Pernottamento
al Heritage Resort/Bhanwar Niwas/Laxmi Niwas.
Il
LALGARH PALACE - il forte rosso-
è situato a tre km dal centro della città. Fu costruito dal
Maharaja Ganga Singh in memoria del padre il Maharaja Lal
Singh; disegnato da Sir Swinton Jacob, è una mescolanza di
facciate orientali e interni occidentali. Un’ala di questo
palazzo è ancora la residenza del Maharaja, mentre il resto
del palazzo è adibito ad albergo; vi si trova una sala da
biliardo, una sala per giocare a carte e fumare, e un
interessante collezione di fotografie e trofei di caccia.
LA
CITTÀ DI BIKANER,
fondata nel 1488 da Rao Bikaji, -un discendente del fondatore
di Jodhpur Rao Jodha-, è quella più a nord delle città del
deserto. Come Jaisalmer, era una volta un importante centro
commerciale. Bikaner è circondata da 7 km di imponenti mura
con cinque entrate costruite nel XVIII secolo, ma il suo forte
e il palazzo, fatti in arenaria rossa, sono costruiti fuori
dalle mura.
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GIORNO
5:
BIKANER
/ JAISALMER
|
In
mattinata, prima di partire, visita del Forte di Bikaner, il
JUNAGARH
FORT,
costruito da Raja Raj Singh, un generale dell’esercito
dell’imperatore Akbar, tra il 1588 e il 1593; il forte ha un
muro di cinta di 96 metri, 37 bastioni e due entrate.
L’entrata principale è il “Suraj Pol” la porta del
sole. Tra le varie sale localizzate al suo interno, quelle che
meritano una visita sono: il Chandra Mahal, il palazzo della
luna; il Phool Mahal, il palazzo dei fiori [entrambi decorati
con specchietti e pannelli scolpiti]; e il Karan Mahal, che fu
costruito per commemorare una vittoria sul despota Aurangzeb.
Altri posti d’interesse sono il Durga Niwas, un cortile
finemente decorato, e il Ganga Niwas.
Se
vi è tempo a disposizione si possono ancora visitare i
seguenti posti:
Bhandeshwar
Jain Temples:
un simpatico tempio del XVI secolo dedicato al XXIIIesimo
tirthankara Parshvanathji.
Devi
Kund: questo
è il luogo dove sono stati costruiti i chatris, -cenotafi-,
della casata di Bikaji Rathore
Karni
Mata Temple, Deshnoke [il tempio dei topi]:
questo tempio vecchio di 600 anni è dedicato a Karni Mata,
una famosa mistica creduta una reinacarnazione della divinità
Durga. La leggenda dice che prevedette la vittoria di Rao
Bika. In questo posto i topi sono considerati sacri perchè si
crede che le anime dei devoti di Karni Mata sono trasmigrate
in questi animaletti e quindi sono da proteggere e nutrire. La
grande porta d’ingresso, in argento, è stata donata dal
Maharaja Ganga Singh. (si trova però a una cinquantina di km
fuori da Bikaner)
Dopo la visita del forte trasferimento a Jaisalmer (6/7 ore)
in macchina privata, attraverso il deserto del Thar. Arrivo a
Jaisalmer, la città d’oro, e sistemazione in albergo (Fort
Rajwada/Fort Rajwada/Gorbandh Palace).
In
mattinata visita del forte, delle haveli e del bazar.
Jaisalmer
è una delle più affascinanti città rajastane, profondamente
affossata nel deserto del Thar. Arrivando al tramonto i suoi
edifici, i bastioni e le sue mura costruiti in arenaria gialla
riflettono una luce dorata che gli ha guadagnato il nome di
“città d’oro”. Fu costruita da Rawal Jaisal nel 1156
che fu in grado di tenersi fuori da qualsiasi influenza
straniera, persino da quella degli inglesi.
IL
FORTE DI JAISALMER:
costruito nel XII secolo in arenaria gialla, sorge dal mare di
sabbia che lo circonda; perciò è conosciuto anche come
“Sonar Kila”, il forte dorato. Diverse entrate, chiamate
“pols”, fanno la guardia al Megh Durbar e al Jawahar Mahal
che recano il simbolo della dinastia lunare del clan dei
Bhatti. All’interno del forte vi è un palazzo sul punto più
alto della collina Tricuta, protetto da un muro di cinta con
doppi bastioni. Si visita inoltre il tempio jainista Parswanath
temple , il più antico e il più bello dei templi
jainisti dentro al forte. I muri sono intarsiati con
rappresentazioni di animali e figure umane.
Subito fuori del palazzo vi è il bazar chiamato Mank
Chowk; vale la pena fare una passeggiata per le sue strette
viuzze medioevali, per osservare, oltre ai
negozietti, la vita, le case, la gente.
LE
HAVELI
Usciti
dalla cittàdella, ci si dirige verso la città vera e
propria, per visitare le haveli, palazzi in arenaria gialla
riccamente decorati costruiti da ricchi mercanti e nobili.
Salim
Singh ki haveli:
costruita 300 anni fa fu la residenza del potente clan dei
Motha, i ministri ereditari dei governanti di Jaisalmer. La
sua cupola blu e il balcone sporgente che adorna il piano
superiore la rendono molto particolare.
Patwon
ki haveli:
una
delle più grandi ed elaborate haveli di Jaisalmer, è situata
in uno stretto vicolo ed ha cinque piani.
Le mura di una delle sue stanze sono adornate con bellissimi
affreschi.
Nathmalji
ki haveli:
questa haveli fu costruita da due fratelli, che fecero
scolpire la propria parte indipendentemente l’uno
dall’altro, con motivi totalmente differenti; nonostante
questo, l’intero edificio dà un impressione di perfetta
armonia.
Tazia
tower:
questa torre pagodeggiante si eleva nel Badal Mahal, il
palazzo delle nuvole. Ognuno dei suoi cinque piani ha uno
stupendo balcone finemente scolpito. Fu costruita da artisti
musulmani nella forma di una tazia, ornata con bambu decorato
con fili d’argento, una replica del cataletto che viene
portato nella processione in occasione del Muharram.
Pomeriggio:
visita dei cenotafi e gita alle Sand
Dunes, con escursione sul cammello tra le dune del
deserto del Thar giusto prima del tramonto.
Lungo
la strada, visita di Lodurva,
a 15 km fuori da Jaisalmer; una volta l’antica capitale, è
un importante luogo di pellegrinaggio per i jainisti. Nel suo
tempio vi è un buco dal quale, si dice, alla sera esce un
serpente per bere del latte che gli viene lasciato in offerta,
ma naturalmente può essere visto solo da coloro che godono di
una particolare benedizione.
Pernottamento
in albergo.
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GIORNO
7:
JAISALMER-JODHPUR
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Trasferimento
in macchina, (6 ore) .Sistemazione in albergo (Karni
Bhawan/Gateway/Ajit Bhawan), visita del forte e della città.
JODHPUR,
la città blu, è annidata nella profondità del deserto del
Thar; una volta roccaforte del clan dei Rathore e capitale del
principato di Marwar, è oggi la seconda città del Rajasthan
dopo Jaipur. Conosciuta anticamente come “la terra della
morte”, fu fondata nel 1459 da Suryavanshi Rao Jodha, e si
estese gradualmente intorno all’imponente forte Mehrangarh.
La città è protetta dal deserto da un imponente muro, con
otto entrate in varie direzioni. Importante
centro commerciale nel XVI secolo, Jodhpur è ancora oggi uno
dei più importanti centri per la lana, il bestiame, i
cammelli e il sale.
MEHRANGARH
FORT:
la città di Jodhpur è dominata dal maestoso forte Mehrangarh
costruito nel 1806; localizzato al centro della città, è
visibile da molto lontano e ha tre porte, ognuna delle quali
commemora una vittoria. Vedendolo da lontano e anche da vicino
dà l’idea di essere inespugnabile; infatti è stato
costruito su una collina dalle pareti alte e ripide e quindi
di difficile accesso. Al suo interno il Mothi Mahal, il Phool
Mahal, il Sheesh Mahal, il Silek Khana e il Daulat Khana sono
adornati con pannelli intagliati, con mura e finestre
elaborate, la loro atmosfera fa rivivere lo splendore
medioevale. È ora possibile usufruire di un set di walkman
con cuffie e ascoltare una visita guidata del forte in
italiano, per il momento gratuitamente (2003).
UMAID
BHAWAN,
il
palazzo dell’ultimo Maharaja, fu costruito nel XX secolo in
un periodo di pace in uno stile molto occidentale. La sua
costruzione fu un progetto inteso come aiuto per la
popolazione locale in un momento di carestia; infatti dette
lavoro per sedici anni ad una moltitudine di persone. Sotto la
sua cupola, unica in Rajasthan, vi sono 300 camere, un teatro,
otto sale da pranzo e una sala da ballo. Una parte del palazzo
è adibita a hotel, un’altra a museo e un’altra ancora
rimane la residenza privata della famiglia reale.
JASWANT
THADA:
non lontano dal forte si trova un cenotafio
di marmo bianco costruito nel 1899 per commemorare il Maharaja
Jaswant Singh II.
LA
TORRE DELL’OROLOGIO E IL SADAR BAZAR
sono tra le più interessanti attrazioni della città;
piccole strade con tantissime bancarelle e negozietti
introducono nel bazar dove si possono comperare tessuti,
oggetti in argento e lavori artigianali.
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GIORNO
8:
JODHPUR
/ RANAKPUR /UDAIPUR
|
In
mattinata trasferimento a Ranakpur. (circa 4 ore)
Visita
del tempio jainista di Ranakpur, uno dei più belli
dell’India. Nel pomeriggio trasferimento ad Udaipur
(circa 4 ore ).
Pernottamento
in albergo Rajputana Resort/Royal Retreat/Lalit
Laxmi Vilas
RANAKPUR:
a
100 km da Udaipur sorge il complesso dei templi di Ranakpur.
Storicamente i jainisti furono legati alla corte di
Mewar: siccome molti signori della corte aderirono alla
religione jainista, molti santi jainisti ricevettero aiuti per
la costruzione di templi. Fu così che nel XV secolo Rana
Kumbha donò alla comunità jainista un vasto appezzamento di
terra negli Aravalli dove sorsero questi magnifici templi,
costruiti al fondo di una valle; arrivando si scorgono
immediatamente cinque guglie, la più grande delle quali copre
il tempio principale, quello dedicato a Chaumukha, una statua
di marmo bianco. Per accedere all’interno del tempio, -uno
dei più grandi tempi jainisti dell’India-, vi sono tre
ingressi che conducono al locale dove si trova Chaumukha,
“colui dalle quattro facce”, una statua dedicata al
tirthankara Adinath. Il tempio è strutturato su due piani,
sormontato da un terzo più piccolo degli altri, ed è
composto da 29 sale e 1444 colonne interamente coperte da
sculture.
Poco
distante un tempio dedicato a Surya è decorato con un basso
rilievo che riproduce il dio sole seduto sul carro.
UDAIPUR,
"la
città bianca”, fu fondata nel 1567. Quando Chittaur, la
capitale dei Mewar, fu conquistata per la terza volta dagli
eserciti di Akbar, il suo sovrano Rana Udai Singh II fu
costretto a scappare sulle colline degli Aravalli. Vicino al
lago Pichola, in un giorno in cui era a caccia incontrò un
saggio a cui spiegò le tristi vicissitudini della sua città
e chiese di consigliarlo dove poteva fondare la sua nuova
capitale. Il saggio rispose che non vi era posto migliore di
quello in cui si erano incontrati, e così sorse Udaipur. Essa
viene definita come “l’unica in India che stimola
l’immaginazione di poeti, artisti e scrittori”. Circondata
da colline, è situata sulle sponde del lago Pichola in cui si
rispecchia il City Palace.Visita del City palace e del Jagdish
Temple
City
Palace
costruito nel 1725 su una collina, domina il lago Pichola.
L’entrata principale è formata da una porta con
tre arcate, Tripolia. Sopra la porta si vede una serie di
finestre, il Hawa Mahal. Guardando dall’esterno
non si nota niente di quello che ci può essere al di là del
fine intarsio di marmo che costituisce le finestre, ma
le donne del palazzo potevano guardare tutto ciò che
succedeva sotto. Procedendo si arriva nella grande
piazza, la Bada Chowk, dove l’esercito veniva passato in
rassegna prima di una battaglia. La parte più antica
del palazzo, il Dhuni Mata, è una modesta stanza in cui vi
sono le statue delle quattro principali divinità
Mewari. Il City Palace contiene un museo con una
serie di sale molto interessanti, che testimoniano la
ricchezza e lo spirito indipendente dei Maharana di Udaipur.
Infatti in una delle sale si trova la sedia del Maharana Fateh
Singh, che si era rifiutato di andare ad assistere ad un
Durbar di tutti i Maharaja con gli inglesi a Delhi. La sua
sedia è stata regalata ad Udaipur, in segno di
riconoscimento per la sua fierezza. Infine si accede al
cortile del Priyatama Vilas e al suo
interno si vede il Suraj Gokhada, il balcone del sole,
dove i Suryavanshi Maharana di Mewar si affacciavano per
incoraggiare il popolo nei momenti difficili del regno.
Jagdish
temple:
costruito
nel 1651 dal Maharana Jagat Singh, è il più grande e
splendido tempio Indù di Udaipur. È consigliato visitarlo
alla sera, di solito intorno alle ore 18.00, per
assistere ad una cerimonia “aarti”, purificazione con il
fuoco; un momento indimenticabile di devozione popolare che vi
rimarrà impresso dopo questo viaggio.
Pernottamento
in albergo
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GIORNO
10:
UDAIPUR-
PUSHKAR
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Trasferimento
in macchina ( 5 ore circa ). Sistemazione in albergo (Jagat
Singh Palace).
Nel
pomeriggio visita di Pushkar.
PUSHKAR
è
un piccolo paesino situato sul bordo di un lago e circondato
dalle colline. È un luogo di pellegrinaggio dedicato al dio
Brahma, l'unico in tutta l'India. Durante la fiera dei
cammelli, al plenilunio del mese di Kartika, il paesino si
popola all'inverosimile di commercianti di bestiame, devoti e
turisti. Durante il resto dell'anno rimane un posticino
incantevole e tranquillo. Si visita il tempio del Dio Brahma,
si fa un giretto intorno al lago per vedere il luogo dove la
gente fa le abluzioni, e una visitina al bazar molto
caratteristico.
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GIORNO
11:
PUSHKAR-JAIPUR
|
In
mattinata trasferimento per Jaipur (4 ore circa). Sistemazione
in albergo.(Alsisar
Haveli/Four
Points Sheraton/Trident
); pomeriggio libero.
JAIPUR,
la
città rosa, con 1.500.000 abitanti, è la capitale dello
stato del Rajasthan. Jaipur fu fondata nel 1727 da Jai Singh
II; dotato di capacità politiche e intellettuali, egli fu
anche un coraggioso frequentatore dei campi di battaglia.
All’età di 35 anni depose l’imperatore Bahadur Shah,
ricongiunse i più importanti stati rajput, cacciò i Moghul
da Jaipur e sedette sul trono abbandonando la guerra e
dedicandosi alle scienze e alle arti. La città che vediamo è
il frutto di queste attività pacifiche di Jai Singh II. Il
colore rosa che distingue la città non risale ai suoi tempi
ma al 1876, quando l’allora “principe” di Galles, il
futuro Re Edoardo VII, visitò Jaipur. All’epoca governava
il Maharaja Man Singh e questi decise di far dipingere di rosa
le case della città, come segno di benvenuto per il principe.
Per
quanto riguarda il commercio, Jaipur è la sede di ricchi
commercianti di tappeti e gioielli; industrie farmaceutiche,
calzaturifici, vetrerie etc.. si mescolano con le produzioni
tradizionali di gioielli, smalti e stoffe coloratissime,
stampate o ricamate. Difficile trovare taxi in città; bisogna
girarla o con i tuc tuc o a piedi, tenendo conto del suo alto
tasso d’inquinamento.
In
mattinata, visita dell’AMBER
FORT.
Questo
forte dal colore del miele che riflette la sua struttura
imponente nel lago Maota si trova poco fuori da Jaipur, su una
collina. Seguendo la tradizione degli antichi maharaja, si
sale a dorso di pacifici elefanti lungo una strada panoramica
e giunti alla Jai Pol, -la porta della vittoria-, si entra nel
grande cortile. A destra della porta principale d’entrata al
forte si trova il tempio della dea Kali, il tempio della
famiglia reale costruito nel 1604. Ha una bellissima porta
sbalzata in argento. Salendo le scale, attraverso un altro
cortile si accede alla sala delle udienze
pubbliche il “Diwam-i-Am” dove il Maharaja, seduto su
preziosi tappeti, dava udienza al popolo. Attraversata la
Ganesh Pol, -la porta di Ganesh, del 1640, sulla quale vi è
una raffigurazione di Ganesh - si arriva al “Sukh Niwas”,
la sala dei divertimenti dotata di un condizionatore naturale
formato da piccoli canali di acqua corrente. Vicino a questa
vi è la “Jai Mandir”, la sala della vittoria, con gli
appartamenti personali di Jai Singh e del
suo harem. La sala delle udienze private, la Diwan-i-Khas, è
situata al pianterreno. Si termina con la stupenda Sheesh
Mahal, la sala degli specchi. Le sue pareti sono completamente
ricoperte da piccoli specchietti e, chiuse le porte, la guida
accende una piccola candela, la cui fiamma si riflette nelle
centinaia di specchietti facendoci pensare di essere
sotto un cielo stellato.
Nel
pomeriggio visita del City palace, palazzo dei venti [hawa
mahal] e del bazar
HAWA
MAHAL:
il
“palazzo dei venti”, un edificio con una bellissima
facciata in arenaria rosa, si trova nell’affollato bazar. Fu
costruito su cinque piani dal Maharaja Pratap Singh nel 1799.
La facciata è ornata di parapetti e
balconi, con un totale di 953 nicchie destinate alle
nobildonne, le quali, ben nascoste dietro le finestre,
potevano assistere alla vita movimentata di Jaipur.
CITY
PALACE:
si
entra nell’enorme complesso del City Palace attraverso
l’Atish Pol, la porta delle scuderie; vi sono parecchie sale
da visitare, tra le quali una in cui sono esibiti i vestiti
-broccati e tessuti pieni di ricami- dei membri della famiglia
reale; in una sala dal soffitto riccamente decorato si trova
un’esposizione di armi; una seconda sala ospita un
bellissimo museo, con tappeti, dipinti di miniature, testi
decorati, foto d’epoca; in un cortiletto si trovano delle
magnifiche porte decorate con pavoni; dopo aver attraversato
la “Chandni Chowk” si arriva al Jantar Mantar,
l’osservatorio astronomico voluto da Jai Singh II; oltre a
questo, che è il più grande -costruito
tra il 1728 e il 1734- egli fece costruire osservatori simili
anche a Delhi, Ujjain, Mathura e Benares .
Pernottamento
in albergo (Alsisar
Haveli/Four Points Sheraton/Trident).
Trasferimento
a Agra (6 ore circa). Lungo la strada visita della 'città
abbandonata', Fatehpur
Sikri. Costruita
interamente in arenaria rossa dal grande Moghul Akbar come sua
residenza, fu abbandonata dopo pochi anni per mancanza di
acqua. Con i suoi palazzi e edifici riccamente scolpiti, è
una perla architettonica senza pari.
Nel
pomeriggio visita del Taj Mahal
AGRA:
la città, famosa in tutto il mondo per il Taj Mahal, è
situata sulla riva destra dello Yamuna, uno dei fiumi sacri
dell’India. L’area in cui oggi sorge Agra fu governata dai
Rajput fino all’arrivo dell’afgano Sikander Lodi che
ufficialmente la fondò. Ma il suo vero splendore lo connobbe
sotto la dinastia dei Moghul che ne fecero un sito pieno di
forti, moschee e mausolei ancora visibili ai
giorni nostri.
Il
Taj:
nel
1634, alla morte della sua adorata moglie, Shah Jahan le fece
costruire il Taj come sua ultima dimora. Conosciuto dagli
indiani come “il tempio dell’amore”, quest’enorme
costruzione completamente fatta in marmo bianco, di commovente
bellezza e perfetta armonia, è sormontata da un enorme cupola
e affiancata ai quattro lati da minareti; alcune pareti sono
ornate con versi del Corano. Se ne consiglia la visita al
tramonto.
Pernottamento
Mansingh Palace/Grand
Imperial/Trident.
In
mattinata visita del Forte Rosso, testimonianza
dell’evoluzione architettonica di tre generazioni di
imperatori Moghul, e di Itimad-Ud-Dhaula, un mausoleo piccolo
ma incantevole fatto costruire da Nur
Jahan, moglie dell’imperatore Jehangir, in onore di suo
padre (1622-1628)
Il
forte rosso:
fu
costruito fra il 1565 e il 1573 da Mohamed Qasim Khan sulla
sponda destra dello Yamuna; le mura che lo fiancheggiano sono
di una lunghezza di 800 mt e uno spessore di 20 mt. Si può
accedere solo dall’Amar Singh Gate. Shah Jahan lo abbellì
con i palazzi reali, la sala delle udienze e una moschea.
Entrando
verso destra abbiamo il Jehangir Mahal, fatto costruire da
Jehangir come residenza per sua moglie.
Il
Khas Mahal, in marmo bianco, fu fatto costruire da Shah Jahan
nel 1637, come luogo di divertimento.
Subito
accanto abbiamo il Diwan-i-Khas, la sala delle udienze.
L’Angoori
Bagh, il giardino fatto con fontane, -oggi senz’acqua-,
aveva il compito di dare sollievo alla famiglia reale dalla
calura dei mesi estivi.
La
Moti Majid, la moschea di perla, voluta da Shah Jahan,
1646-1653, è la più grande moschea al mondo costruita in
marmo bianco.
Pomeriggio
libero. Pernottamento in albergo
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GIORNO
15: AGRA / JHANSI / ORCHHA / KHAJURAHO
|
In
mattinata trasferimento alla stazione di Agra, in tempo per il
treno per Jhansi, (lo Shatabdi Express, 2 ore di treno).
All'arrivo trasferimento ad Orchha per la visita. Nel
pomeriggio altro trasferimento (5 0re) a Khajuraho.
Sistemazione in albergo (Clarks
Khajuraho/Ramada Plaza/Lalit
Temple View)
ORCHHA
Fondata
nel XVI secolo da Rudra Pratap, questa deliziosa cittadina
raggiunse il suo massimo splendore con il regno di Bir Singh
Deo, vassallo dell’imperatore Jehangir. In seguito fu
occupata dall’imperatore moghul Aurangzeb, e infine passò
sotto il controllo degli inglesi.
Orchha,
oggi poco più di un tranquillo villaggietto, è avvolta in
un’aria di mistero, con i suoi palazzi che si elevano al di
là del piccolo fiume che scorre al lato della cittadina. Il
complesso da visitare è una fortezza quadrata, la cui
bellezza è impressa nella pietra. All’interno si trovano
tre palazzi:
Il
Jehangir Mahal:
fu
costruito da Raja Bir Singhu Ju Deo nel XVII secolo, per
commemorare la visita dell’imperatore Jehangir che vi
soggiornò per una sola notte. La linea forte della
costruzione è bilanciata da delicati "chattri",
cenotafi, monumenti funerari tipici dell’epoca rajput.
Il
Raj Mahal Palace:
circondato
da chattri, al suo interno si trovano squisiti dipinti murali
con motivi religiosi, soprattutto riferiti agli episodi
leggendari sulle reincarnazioni di Vishnu.
Il
Raj Praveen Mahal:
il
palazzo fu costruito per il Raja Indramani, ed ha soltanto
due piani, per non disturbare l’ambiente circostante.
Il
Raj temple:
questo
tempio si trova in paese, ed è famoso poiché in origine era
costruito per diventare un palazzo reale, ma in seguitofu
trasformato in un tempio per ospitare la statua del dio Rama,
che la regina era andata a prendere ad Ayodhya, luogo di
nascita di Rama. Orchha è un luogo di pellegrinaggio per i
devoti di Rama, che qui venerano il loro idolo nel suo ruolo
non di dio bensì di un re.
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GIORNO
16: KHAJURAHO /BENARES
|
In
mattinata visita dei templi di Khajuraho. Dopo pranzo
trasferimento in aeroporto per il volo per Benares. Pomeriggio
visita di Sarnath. Pernottamento al
Meraden Grand/Radisson/The
Gateway Varanasi.
La
piccola cittadina di KHAJURAHO
fu fondata dai Chandela
intorno al X secolo. La dinastia dei Chandela fu amante della
letteratura e delle costruzioni, e fra queste le più
spettacolari sono il complesso dei templi di Khajuraho che si
salvò dalla furia distruttrice dei musulmani perchè nascosto
dalla giungla; fu riscoperto dagli inglesi nel 1840 e
restaurato tra il 1906 e il 1925. Una gran parte dei templi fu
costruita dai sovrani Dhanja, Vidyadhara e Lakshavarman; essi
fanno parte della tradizione religiosa shivaita, sono edifici
alti, in pietra arenaria, completamente ricoperti di sculture,
costruiti su piattaforme elevate che simbolizzano l’elevarsi
del sacro dal mondano.
I
templi di Khajuraho sono conosciuti per le rappresentazioni
erotiche scolpite all’esterno degli edifici, come a
simbolizzare la quiete all’interno e sensualità
all’esterno. Secondo la tradizione popolare queste
raffigurazioni dovrebbero allontanare i fulmini, poiché il
fulmine, considerato una vergine nella mitologia, si
scandalizza per ciò che vede e se ne allontana.
Si
visitano due complessi di templi, chiamati il "gruppo
occidentale" e il "gruppo orientale". Di gran
lunga più imponente è il gruppo occidentale: in mezzo ad un
giardino meraviglioso sono disposti un gran numero di templi
induisti in arenaria. Il gruppo orientale invece raccoglie
alcuni templi jainisti. Posti di fianco ad un ashram jainista
di fattura recente, perdono la grandiosità del complesso
occidentale. Vale comunque la pena visitarli, ed associare
anche una visitina all'ashram, perchè vi dà un idea del
culto della setta Digambara -"coloro che sono vestiti del
cielo"- del jainismo.
Sarnath:
poco
distante dalla rumorosa Benares si trova Saranganatha, una
piccola oasi di pace e di verde. Qui, nel parco delle
gazzelle, il Buddha diede il suo primo insegnamento dopo
l’illuminazione e in seguito il buddhismo si propagò in
tutta l’India. Nel parco lo stupa Damekh, alto 42 mt
con una base di 28 mt di circonferenza, sorge esattamente nel
luogo del primo sermone.
Lo
stupa Dharmarajika,
alto circa 30 mt, ora in rovina, fu fatto costruire
dall’imperatore Ashoka duecento anni dopo la morte del
Buddha. Fu distrutto da Jagat Singh e in quell’occasione al
suo interno fu trovata una scatola di marmo verde contenente
le ceneri del Buddha.
In
mattinata visita della citta' lungo le rive del Gange. Nel
pomeriggio visita della città.
In
mattinata, all’alba, andrete sulle rive del Gange per una
gita sul fiume più sacro dell’India. La
levataccia ha un suo motivo preciso: solo così si può
assistere alla “celebrazione del nuovo giorno” in una
delle città più antiche del mondo. La vista del sorgere del
sole sul fiume è di un’indescrivibile bellezza; uomini in
abiti succinti e donne in sari colorati,
scesi nel fiume dalle gradinate chiamate
‘ghat’, s’immergono nell’acqua e eseguono
l’antico “saluto al sole”; i brahmini, seduti su i loro
charpoi, compiono rituali su richiesta dei clienti. Qualche
ragazzina vende lumini da accendere e lasciar andare alla
deriva, portando con se un desiderio espresso davanti alla
divina ‘Mamma Ganga’. La gita in barca termina al ghat
crematorio Manikarnika, il più famoso tra
i ghat di Benares. La sua atmosfera è innegabilmente
affascinante; molte pire accese e un continuo arrivo di
cadaveri sono lo spunto per farci pensare sulla transitorietà
della vita. Ma cosa ancora più interessante è notare
l’accettazione della morte da parte degli indiani. Spesso li
si vedono seduti intorno alla pira, dove il cadavere del loro
caro sta ritornando lentamente ai cinque elementi, a
chiacchierare e fumare tranquillamente. Siate consapevoli
che se accettati alla cremazione è assolutamente vietato
fotografare, il solo prendere in mano la macchina fotografica
o la cinepresa può portarvi ad un enormità di problemi.
BENARES
può
essere semplicemente descritta come la città più sacra fra
le città sacre dell’India. Benares, Varanasi –il suo nome
attuale che vuol dire “la città fra i due fiumi” il
Varuna e l'Asi-, oppure Kashi, -il nome datogli dagli Arii tra
il 900 e l’800 A.C- è uno dei pochi luoghi sul pianeta
abitato continuamente da 3000 anni a questa parte; luogo
antichissimo e punto di riferimento per tutti gli indiani che
vogliono fare un pellegrinaggio, sorge sulla sponda
occidentale del fiume sacro, il Gange. Subito dietro le
scalinate dei ghat si trova la città vecchia con i suoi
vicoli stretti, affollati di gente e enormi mucche che
circolano liberamente... Benares fu conosciuta nei secoli
successivi come fiorente centro commerciale e spirituale, fino
all’arrivo dei musulmani, nel XI secolo, quando Mahmud El
Ghazni l’assediò e la distrusse. In seguito Aurangzeb,
l’ultimo dei grandi Moghul, la occupò e distrusse i suoi
templi per trasformarli in luoghi di culto per i musulmani.
Dopo la caduta dei Moghul, la città venne governata dal Raja
locale, fino a passare sotto la dominazione inglese nel 1800.
Il
Golden Temple
anche
conosciuto come il Vishwanath Golden Temple, prende il nome
dalle sue torri placcate in oro. È un tempio dedicato a Shiva
e fu donato dalla Rani Ahalayabai di Indore nel 1776 in
sostituzione del tempio originale del 1600 distrutto da
Aurangzeb. Questo tempio è il centro della città vecchia di
Benares; sorge in mezzo a piccolissimi vicoli ed ospita un
“lingam” antichissimo in pietra nera. Purtroppo il tempio
non può essere visitato dai turisti.
Durga
Temple
Vicino
alla zona dell’università si trova il Durga Temple, più
conosciuto come “il tempio delle scimmie”, costruito nel
1700 in stile Nagara.
In
primo pomeriggio ritorno in aereo per Delhi ; trasferimento
all' albergo Radisson dove potete passare il tempo fino
all'orario della partenza. In serata trasferimento in
aeroporto per volo intercontinentale.
***
NB
Chi lo desidera potra' scegliere di tornare a Delhi in treno.
In questo caso ci sarebbe 1 giorno supplementare di viaggio.In
serata del giorno 17 trasferimento in stazione per il treno
notturno per Delhi, in 1 classe aria condizionata.
Pernottamento sul treno, in cuccetta. Arrivo a Delhi in
mattinata e trasferimento all'hotel Connaught per la giornata.
In serata trasferimento in aeroporto per la partenza del volo
intercontinentale.
QUOTE
DI PARTECIPAZIONE
Costi
per persona , in Euro, validi dal 15 aprile al 15 settembre
2010
|
numero
partecipanti |
alberghi
3* |
alberghi
4/5* |
alberghi
di lusso |
|
2 |
1235
€ |
1335
€ |
1450
€ |
|
3/4 |
1140
€ |
1240
€ |
1355
€ |
|
5/7 |
1085
€ |
1180
€ |
1295
€ |
|
supplemento
camera singola |
310
€ |
390
€ |
465
€ |
|
supplemento
accompagnatore indiano parlante italiano da Delhi ad
Agra |
640
€ |
|
supplemento
volo Vns/Delhi e Khajuraho/Vns |
330
/ 160 €
(soggetto a cambiamenti)* |
*
La quota + alta e' quella in normale classe economica; e'
possibile ottenere biglietti scontati (quota + bassa) al
momento della prenotazione se disponibili
N.B
Le presenti quotazioni sono legate al rapporto
Euro/Dollaro=1,30. Qualora questo rapporto dovesse cambiare
significativamente dovremo riaggiustare le quote
LA
QUOTA COMPRENDE:
-Pernottamenti
in camera doppia, negli alberghi come da programma, su base di
B.B (camera+prima colazione)
-Tutti
i trasferimenti aeroporto -albergo/ stazione-albergo e
viceversa, e tutti i trasferimenti come da programma, in
macchina privata ,Tata Indigo/Toyota Qualis/Tempo Traveller ,
con aria condizionata
-Treno
Agra-Jhansi, Shatabdi Express, Executive Chair
-Tutte
le escursioni e visite come specificate nel programma,
inclusivo delle entrate nei monumenti e templi.
-Guida
locale parlante italiano o inglese in ogni localita
-Volo
Khajuraho - Varanasi e Varanasi-Delhi (costo
soggetto a variazione , specificato separatamente come
supplemento da aggiungere alla quota)
NON
SONO COMPRESI :
- Volo
intercontinentale Italia/India/Italia;
-Visto
indiano (da richiedere in Italia)
-Eventuali
tasse aeroportuali d'imbarco alla partenza
-Pasti,
bevande, mance, eventuali tariffe per fotografie e cinepresa
nei monumenti, telefonate, assicurazione di viaggio e
personale
|