TIBET 

 Piccolo vademecum per i viaggiatori sul tetto del mondo

 

 

INDICE GENERALE

PREMESSA

GEOGRAFIA DEL TIBET

ACCENNI DI STORIA DEL TIBET 

          - l 'antica storia del  tibet 

          - storia moderna del tibet 

 

LE RELIGIONI DEL TIBET

           - la religione bön  

           - il buddismo tibetano e le sue scuole   

           -il cristianesimo 

           -l’islam 

   

IL POPOLO TIBETANO  

   

OGGETTI RITUALI E DIPINTI  

  

FESTIVAL RELIGIOSI

  

ARRIVIAMO SUL TETTO DEL MONDO!

          -Lhasa e dintorni

          -verso lo Yarlung

          -da Tsedang a Sakya   

          -verso Shegar e Kathmandu  

 

BIBLIOGRAFIA

    

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PREMESSA

 

Ho scritto questo libricino senza nessuna pretesa di comporre una guida con informazioni dettagliate sulla geografia, storia e religione del Tibet, poichè queste possono essere trovate altrove. Come viaggiatore ho sempre avuto bisogno di qualche foglio che mi guidasse sulle strade che percorrevo e quindi ho pensato che poche pagine scritte in modo conciso possano aiutare altre persone a godersi il viaggio sul “Tetto del Mondo", lungo la Transhimalaya che va da Lhasa a Kathmandu. Non ho accennato ad altre aree del Tibet, all'eccezione della zona del monte Kailash e del lago Manasarovar, essendo questi strettamente collegati al contesto religioso e culturale del Tibet.

 

Trattandosi di un percorso molto particolare, in base alla mia esperienza vorrei suggerire alcuni elementi che possono aiutarvi ad intraprendere questo viaggio con una giusta prospettiva verso le difficoltà che si potrebbero incontrare.

La strada offre sempre nuove sorprese, anche per me che da lungo tempo la percorro per lavoro, e quindi bisognerebbe lasciarsi trasportare dai paesaggi e dagli incontri del momento; ciò che è da vedere non sono soltanto i monasteri, molti dei quali sono oramai musei privi di vita spirituale, ma il vero Tibet è quello che si osserva dal finestrino della macchina. Per cui un trasferimento non è mai lungo e noioso ma pieno di cose nuove da scoprire, piccoli scorci di paesaggi, il campo nomade dove si può acquistare il formaggio, e altre scene di vita che non sono descritte, e non possono esserlo, in nessuna guida, perchè stimolano un qualcosa dentro di noi, e questo succede anche per chi fa lo stesso tragitto da molti anni.

Il  fiume in piena ha portato via la strada, la valanga e la neve ha interrotto il nostro tranquillo viaggio; disperazione!

 

I1 nostro tempo, il  nostro viaggio già pagato sta subendo degli intoppi, si sta perdendo tempo! Niente di meno vero. Il più delle volte succede che i tibetani curiosi, timidi e poi sorridenti, ci avvicinano! "Quell'autista dovrebbe fare cosi"! Gli autisti sono abituati a cavarsela da soli su queste strade; evitiamo i consigli e soffermiamoci con i nomadi arrivati a vedere i viaggiatori; per loro destiamo ancora la stessa curiosità che aveva destato Ippolito Desideri nel 1700! Approfittiamo di questo raro incontro! Evitiamo il pietismo verso i bambini che corrono a chiedere qualcosa, qualunque cosa, a noi occidentali. Il colonialismo non è solo 1'imposizione di una cultura su un'altra con le armi ma anche il voler imporre, in qualche modo, le nostre cose alla gente del posto, come le penne, le brioche etc .... evitiamo di accrescere una nuova forma di accattonaggio che diventerà cronica per persone che non hanno bisogno di niente .... Osserviamo il bambino che ci tende la mano: è bianco e rosso, paffutello, e corre a 5000 metri, cosa che noi non siamo capaci di fare. 1l suo cibo ed i suoi abiti, che a noi sembrano miserevoli, sono ciò che gli serve per vivere nel suo ambiente. Pensiamo un attimo se un tibetano viene in Italia e ci dice: "Poverino, il tuo cibo non è salutare e i tuoi abiti non sono adatti, cambia la bistecca con la tsampa ed invece di quella camicia che hai, indossa un mantello di pelliccia di yak.”

"Ma cosa può succedere se gli ho dato solo una caramella”, mi si chiede. Succede, in effetti, che stiamo immettendo 1'idea dell'accattonaggio. Siamo in molti a viaggiare su queste strade, e molti la pensano così, con il risultato che i bambini e gli adulti vengono ad elemosinare, non per necessità ma soltanto per una cattiva abitudine che noi abbiamo creato. Ultimamente osservavo la plastica, le scatolette abbandonate lungo le rive del lago Yamdrok; i tibetani non hanno una cultura ecologica per cui abbandonano ciò che non serve dovunque gli pare: siamo noi che collaboriamo a queste spazzature in Tibet. Lasciando le cose come sono senza interferire, aiutiamo la cultura del posto a sopravvivere!

 

Quando arriviamo a destinazione, in albergo, naturalmente, qualcosa non va. Il water è otturato, le lenzuola non sono candeggiate etc etc Qui siamo nel terzo mondo; come si può pretendere che tutto funzioni! Invece di utilizzare il tempo dopo cena a parlare dell’albergo, utilizziamolo per uno scambio di vedute sulla giornata; ampliamo la nostra conoscenza su ciò che abbiamo visto durante il giorno discutendone con 1'accompagnatore; egli è li non solo per assicurarsi che la logistica sia funzionante, ma anche per dividere la sua conoscenza con i clienti.

 

tashi delegs.....

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