Nepal

prossimo viaggio      leggi racconti         foto

Il Nepal, piccolo regno himalayano che forma una zona cuscinetto fra la Cina e l’India, è un rettangolo di 800 km di lunghezza e di larghezza tra i 90 e 200 km. A nord di questo rettangolo si vedono le cime più alte e più belle del mondo; per citarne soltanto qualcuna: l’Everest, il Lhotse, il  Cho Oyu. A sud si può cavalcare l’elefante e vedere le tigri nel parco nazionale del Chitwan, nella foresta tropicale del Terai che separa il Nepal dall’India. Nel mezzo è situata la valle di Kathmandu, culla della cultura nepalese, con le tre principali città: Kathmandu, Patan e Bhaktapur.

Non si sa come si è originata la popolazione nepalese. La valle, che secondo la leggenda era un lago miracolosamente prosciugatosi, fu il crocevia di molte razze, religioni, lingue e costumi che hanno dato origine ai 19 milioni di nepalesi che oggi conosciamo.

Sconosciuto agli occidentali fino al XVII secolo, fu un padre gesuita di ritorno dal Tibet che portò a conoscenza l’esistenza del Nepal come paese indipendente. Era invece molto  famoso in Asia già dal periodo della fioritura del buddhismo in India,  e soprattutto quando nella  capitale Lalitpur s’incontravano i santi e gli studiosi tibetani che andavano in India per imparare il buddhismo e gli eruditi indiani che vi transitavano sulla via per il Tibet.

Ma non era  solo un crocevia intellettuale ma era anche il posto dove gli stessi personaggi risiedavano per molti anni. In quel periodo un fiorente commercio passava per questa terra, e il Nepal era pure una notevole potenza militare. Si racconta che la principessa Bhrikuti, sec VII, chiesta in sposa dal potente imperatore tibetano Songtsen Gampo, aveva implorato il padre di non acconsentire alla richiesta perchè non voleva andare in quella terra di barbari e incivili dove il buddhismo  non era conosciuto. Il padre rispose che qualora lui avesse rifiutato la sua mano l’imperatore avrebbe militarmente occupato il regno del Nepal , portandola via con la forza. Così Bhrikuti partì portando con se preziose statue in legno di sandalo e vari testi religiosi. Da questo traspare che il Nepal in quel periodo aveva una cultura e un artigianato  notevolmente sviluppati, e per molti secoli il Tibet fece uso dei suoi artisti per la decorazione dei templi tibetani. Per esempio, nel XIII sec.  un artista newari Arniko fu invitato in Tibet con 24 assistenti per la costruzione di statue e stupe. La sua fama si sparse fino alla corte cinese dei Ming che lo nominarono “controllore dei manufatti imperiali”.

Per la formazione del loro alfabeto, i tibetani, oltre che del sanscrito, fecero uso del “newari”, la lingua nepalese. Più tardi ancora, nel XVIII sec., il Nepal scatenò una guerra di aggressione contro il Tibet, che i tibetani riuscirono a fermare soltanto con l’aiuto dell’esercito mongolo. Un regno potente militarmente e culturalmente!

Nel periodo coloniale inglese una guerra di due anni travagliò il paese nel Terai. Il territorio nepalese si era esteso il doppio di quello che era prima, dal Kashmir al Sikkim. Questo destò preoccupazione negli inglesi e condusse alla guerra che terminò nel 1816 fissando i confini del Nepal come li conosciamo oggi giorno. Durante questa guerra gli inglesi si accorsero del valore militare dei Gurkha, tanto che furono assoldati nel loro esercito, combatterono nelle due guerre mondiali, e  furono ancora attivi nella guerra delle Falkland (1982). Il Nepal, che era rimasto una monarchia governato dal re Gyanendra venuto al potere dopo la tragica vicenda dello sterminio di gran parte della famiglia reale nel 2002, nel 2008 e' diventato una repubblica democratica. Il paese e' tuttora in balia a lotte intestine tra i maoisti e gli altri partiti.

Per quanto riguarda l’arte, fin dall’età dei Malla i nepalesi preferirono il metallo alla pietra per la costruzione delle statue, come si può constatare dalle magnifiche e grandi statue d’oro rappresentanti i re di Kathmandu, Patan e Bhaktapur. In Nepal fiorì pure l’artigianato del legno, -come si vede dalle costruzioni tipiche a pagode-, della terracotta, e la costruzione di mattoni. Infatti camminando per le stradine tranquille e i colorati bazar di Kathmandu si possono vedere le vecchie case con i sotto tetti intarsiati in legno. Spesso le case moderne hanno conservato le parti più vecchie creando uno strano melange di finestre finemente lavorate in legno incastrate nel cemento.

Il Nepal è uno stato principalmente induista, benchè alcuni tra i gruppi etnici che vi abitano -i newari e gli sherpa per esempio- sono  buddhisti. L’influenza buddhista è chiaramente visibile nel grande stupa di Boudhanath intorno al quale si sono fermati i profughi tibetani nel ’59, o nello stupa di Swayambunath la cui origine si perde nei secoli e che domina la valle di Kathmandu dall’alto di una collina. La si nota ancora nel tempio d’oro o in altri piccoli templi che sorgono inaspettatamente nei piccoli cortiletti delle case dove l’arte buddhista e quella induista si mescolano tranquillamente.

Nonostante un periodo di particolare tensione politica, che comunque si manifesta principalmente fuori dalla capitale, il Nepal è un paese abitato da gente dolce e ospitale. Vestite ancora nella maniera tradizionale, le donne vendono le verdure e la frutta sedute per terra intorno ai templi di Durbar square, mentre fumano le bidi.

Kathmandu offre la possibilità di vivere insieme due diverse dimensioni temporali: con un breve viaggio in macchina si esce fuori dalla città e si gode della vista della maestosa catena dell’Himalaya, dei verdi campi di riso, dei villaggi dove la vita scorre ancora con un ritmo medievale, mentre nella città si trova tutto ciò che rende piacevole il soggiorno al viaggiatore del ventunesimo secolo: Anna Maria, la proprietaria della migliore pizzeria in Asia (Fire&Ice), ci accoglie sorridente e disponibile e ci serve delle magnifiche pizze; volendo gustare la cucina locale, questa viene offerta in ottimi ristoranti insieme a spettacoli di danze etniche; volendo acquistare materiale per il trekking, le botteghe di Thamel ne sono fornitissime; volendo passare la serata un pò diversamente, si può andare a giocare in uno dei tanti casinò; volendo starsene tranquilli, ci si può rilassare nel giardino di uno dei tanti alberghi di Kathmandu, confortevoli e di standard eccellenti .  

Durbar Square Patan

 

   

Lo stupa di Boudhanath

 

 

 La Kora a Boudha

 

 

tipici tetti a pagoda 

 

 

rikshaw

 

 

puja a pashupatinath

 

 

panorama villaggi nella valle di kathmandu

 

 

mandala per diwali

 

 

pashupatinath

 

 

le montagne himalayane

     Per   Ricevere   Itinerari   Dettagliati   Si   Contatti   kristinblancke@gmail.com    

|home|