MADHYA PRADESH

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Il Madhya Pradesh, la regione al centro dell’India, viene chiamato “il Cuore dell’India” non soltanto  per la sua posizione geografica ma anche perchè è stato il centro d’incontro di varie religioni e di varie culture. L’Induismo, il Jainismo, il Buddhismo e l’Islam erano praticati in questo stato. La presenza di queste grandi religioni viene testimoniata dai molti monumenti, siti archeologici e templi che si trovano percorrendo le sua strade. Non è di meno la bellezza naturale del Madhya Pradesh: bellissime montagne, imponenti fiumi, e chilometri di densa foresta dove si possono vedere vari tipi di fauna comprese le tigri ne fanno una regione che vale sicuramente la pena di visitare.

 

Gwalior. La leggenda ci rimanda alla fondazione della città nell’XIII D.C, quando un capo-clan chiamato Suraj Sen aveva contratto una malattia mortale, e Gwalipa, un santo eremita, lo curò. Per gratitudine Suraj Sen diede alla città da lui fondata il nome del guaritore. Una moltitudine di dinastie Rajput come i Pratiharas, i Kacchwahas ed altre, hanno governato la città nel passato lasciando testimonianze di palazzi, templi e monumenti. Gwalior ora è una città moderna ma ha saputo conservare intatte le sue bellezze antiche.

 

Orccha, che significa “nascosto”, sorge sul fiume Betwa e fu fondata dal capo del clan Bundela, Rudra Pratap, nel XVI sec come sua capitale. Uno dei suoi successori, Raja Bir Singh Ju Deo, costruì il palazzo Jehangir Mahal; la vista dei templi e i cenotaffi che si elevano a spirale è maestosa. La cittadina è una piacevolissima sorpresa in mezzo ad una natura magnifica. Vale la pena fare un passeggiata al nuovo tempio induista e assistere alla cerimonia serale, e fare un giretto nel bazar. I venditori sono educati e non ossessionano i turisti, in compenso non scendono di prezzo negli acquisti.

 

Khajuraho, poco distante da Orccha, merita due parole, dico due perché la cittadina, anch’essa pulita e ordinata, è conosciuta universalmente per i suoi templi erotici. Khajuraho fu fondata dalla dinastia Chandela, discendente dalla luna, 1000 anni fa; fu dimenticata e ricoperta dalla foresta finchè gli inglesi non la ri-scoprirono e ci donarono questo magnifico esempio di architettura unica in India. Degli 85 templi originari ora ne rimangono 22, ma sono largamente sufficienti per farci conoscere la maestria degli artisti che hanno scolpito nei minimi dettagli le figure erotiche del sito. Pare che i Chandela fossero seguaci della corrente tantrica, e che a questo è dovuta la moltidudine di rappresentazioni erotiche sui templi; un’altra teoria vuole che all’epoca i giovani non avevano molte possibilità di conoscere la vita sessuale e per prepararsi al matrimonio potevano imparare studiando le sculture dei templi.

 

Il Madhya Pradesh offre anche safari nei parchi di Kanha e Bandhavgarh, gli unici dove sono riuscito a vedere tigri in tutti gli anni che ho visitato parchi in India. Il parco di Kanha, creato nel 1974, è situato all’interno di foreste di bambu e alberi di sal, e si estende per 940 kmq. Più piccolo quello di Bandhavgarh ma con la più alta densità di tigri in tutta l’India. I safari si svolgono al mattino presto e al tramonto con jeep e guide specializzate che sanno individuare dove sono le tigri. La durata è di 3 ore all’incirca e oltre alle tigri sono molte le specie animali che si possono incontrare.

 

Bhopal, la città dei laghi e la capitale dello Stato. Il fondatore di Bhopal fu un soldato Afgano di nome  Dost Mohammad (1708-1740). Scappato da Delhi durante il tumultuoso periodo che fece seguito alla morte di Aurangzeb incontrò la regina Kamlapati che chiese il suo aiuto dopo la morte del marito.

Al centro della città  ci sono due laghi, e il verde e i parchi la rendono fresca e accogliente. Una piccola escursione su una collina circostante sulla quale sorge un moderno tempio Jainista permette di avere una vista della città. Si può salire in macchina e scendere con la nuova ovovia, una delle poche in India. La moschea, enorme e considerata ancora più grande della Jama Mashid di Delhi, vale la pena di essere visitata anche perché si trova nella parte vecchia della città.

 

Il sito archeologico di Sanchi. Conosciuto per l’enorme stupa, in un parco tenuto molto accuratamente, con i suoi Torana ci riporta indietro a quando il Buddhismo era fiorente e protetto. Nel  III sec BC il protettore del buddhismo, l’imperatore Ashoka della dinastia dei Maurya, allora governatore di Ujjain, decise di costruirla per conservare le reliquie del Buddha. Sanchi fu scoperta dagli inglesi durante il periodo coloniale.

 

Bhimbetka , circondata dalle montagne Vindhyan, si trova su un terreno roccioso con fitte foreste. Scoperte recentemente, le 600 grotte sono del Neolitico, al loro interno sono dipinti, in particolari ancora ben conservati, scene di vita degli abitanti preistorici. Le pitture dell’età della pietra rappresentano scene di caccia, danze, animali, simboli rituali etc...Le grotte e i graffiti fanno di Bhimbetka un tesoro archeologico e una inestimabile cronaca della storia dell’uomo!

 

A 65 km a nord-est di Bhopal sono situate una ventina di grotte-monasteri del periodo Gupta conosciute generalmente con il nome di Udaigiri caves. Esse risalgono ad un periodo che va dal IV al VII sec. D.C. Delle venti grotte 18 sono Hindu e 2 Jainiste; particolarmente bella è la grotta numero 5 nella quale Vishnu è rappresentato nella sua incarnazione Varaha [Scrofa] che tiene su una zanna la dea della terra, Prithvi. La grotta numero 9 ha delle colonne di 2,5 mt di altezza, e lunghi portici. La grotta numero 7 fu costruita per uso personale del re Chandragupta II. La grotta numero 20 è caratterizzata da fini intarsi Jainisti. Tutte le grotte sono scavate nella pietra arenaria ed hanno le caratteristiche tipiche che hanno dato all’arte Gupta la sua particolarità.

 

Dhar. Un tocco di classe coloniale si assapora pernottando in un piccolo palazzo situato in un parco lontano dai rumori; le camere sono immense, più che camere sono piccoli appartamenti. Il villaggio in se stesso non offre molto a parte un piccolo museo di statue rappresentanti vari personaggi indiani fatte talmente bene da far sorgere il dubbio se sono i veri personaggi oppure delle statue. Il bazar locale non offre nulla per lo shopping, ma è il luogo dove si possono fare incontri particolari in un posto assolutamente privo di turisti.

 

Maheshwar, una città famosa alla’alba della civilizzazione indiana allora chiamata Mahishmati. Il suo magnifico tempio sorge sulla riva del fiume Narmada e fu voluto dalla Rani Ahilyabai di Indore; scendere fino al ghat e fare un giretto in barca in modo da vedere questa magnifica struttura dal fiume vale veramente la pena.

   

Mandu, situata ad un’altezza di 1500 m, arroccata sui declivi dei monti Vindhya, con le sue difese naturali era originariamente la capitale fortificata dei regnanti di Malwa. Verso la fine de 13 sec. fu sotto il sultanato dei Malwa che la rinominarono  Shadiabad, la città della gioia. I suoi governanti costruirono bellissimi palazzi come il Jahaz e il Hindola Mahal, e canali ornamentali. Mandu ci ricorda l’amore del poeta-principe Baz Bahadur per la sua bella consorte Rani Roopmati. Sulla cresta della collina il padiglione della  Rani Roopmati ancora guarda in giù verso il palazzo di suo marito; una magnifica espressione dell’architettura Afghana.

 

 

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Gwalior Forte Rosso

dipinto ad Orccha

safari sull'elefante Bandhavgarh

la moschea a Bhopal

monaci davanti allo stupa di Sanchi

sculture nelle grotte di Bhimbetka

grotte ad udaygiri

entrata palazzo Dhar

palazzo a Mandu