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Descrivere l’India nelle poche righe a disposizione su un sito web è un ardua impresa. L’enorme superficie del subcontinente indiano si suddivide in 27 stati, -alcuni molti recenti, alcuni molto antichi- abitati da differenti etnie, che a loro volta si suddividono in altri piccoli gruppi.

Se si prende in mano una banconota di 100 Rs indiane, su una facciata vi è il Mahatma Gandhi, il “padre della nazione indiana" ma voltandola, sul lato sinistro si notano 15 piccole scritte: sono le varie lingue attualmente parlate in India, ognuna con un proprio alfabeto, senza tener conto dei dialetti. Questo per far capire quanto difficile sia spiegare che cos’è questo magnifico paese, di cui ogni regione offre un aspetto di vita totalmente differente. Oltre alle diversità etniche ci offre inoltre un’incredibile varietà di paesaggi e climi: in alcune regioni del nord si trovano le altissime montagne della catena dell’Himalaya, poi vengono paesaggi alpini con pinete, poi si scende verso il deserto del Thar arido e sabbioso, e mano mano che ci si dirige più a sud il clima diventa sempre più caldo e tropicale, per finire nel Kerala con spiagge e palme, che aspettano il turista per un periodo di rilassamento e massaggi ayurvedici, l’antica  medicina indiana risalente al tempo dei Veda.

In contrasto con le grandi città moderne e di conseguenza inquinate e caotiche, i piccoli villaggi decorosi e puliti nelle aree rurali, oppure quelli dei pescatori lungo le coste, offrono ancora la possibilità di intravedere una vita da noi dimenticata. Il contadino dissoda  i campi con il bue che trascina un antico aratro di legno; il pescatore esce, con l’oceano in burrasca, su un piccolo guscio di legno su cui nessuno di noi oserebbe mettere piede; il pastore nelle valli pre-himalayane cammina tranquillo con il suo gregge di pecore filando la lana; ognuno di questi personaggi è sempre sorridente e disposto ad aiutare come può nel momento del bisogno.

La storia ha dato nascita a una mentalità tollerante e quindi l’indiano tende a vivere in armonia con le varie correnti religiose che nel corso dei secoli sono penetrate nel subcontinente asiatico.

 L’induismo è la religione predominante; l’islam, seconda corrente religiosa più numerosa,  si trova in maggioranza in Gujarat e nel Kashmir; il buddhismo, una volta nato e fiorito in India, ora è rimasto prevalente in alcune aree del nord esposte all’influenza del Tibet; il jainismo, corrente religiosa vicina al buddhismo e originata nella stessa epoca, si trova soprattutto in Rajasthan, Gujarat e Maharashtra; piccole comunità di parsi e di cristiani sono sparse un pò dovunque; il sikhismo è radicato nello stato del Punjab e ha la sua capitale religiosa a Amritsar, dove si trova il magnifico tempio d’oro.

 La struttura  della società indù è basata sul sistema delle quattro “caste” ufficiali, determinate dall’eredità: i brahmini, i guerrieri, i commercianti,  i contadini, e i "fuori-casta", una volta considerati  “intoccabili”, ora chiamati “dalit”. Anche se negli ultimi decenni sono avvenuti notevoli cambiamenti , anche se il precedente presidente indiano era un dalit, la classificazione della popolazione sulla base dell’appartenenza a una casta rimane profondamente radicata nel complesso mondo mentale dell’indiano.

 L’India è stata sempre un paese esposto a contatti con altri popoli, alle volte  pacifici, alle volte sotto forma di occupazioni. Già 3000 anni fà gli Arii occuparono la valle dell’Indo distruggendo una cultura  florida e spingendo gli abitanti, i dravidici, verso il sud; essi introdussero il brahmanesimo e il sistema delle caste. Per commercio i Romani arrivarono sulle sponde del Gujarat e del Kerala, e sempre in Kerala si trova un antichissima comunità ebraica.

 Alessandro Magno lasciò notevoli segni del suo passaggio attraverso i suoi discendenti che diedero origine all’arte Gandhara. Gli Unni bianchi si affacciarono sul Rajasthan. Nel secolo XI i musulmani fecero il loro ingresso da quello che ora è il Pakistan, creando prima i sultanati e dando in seguito fioritura alla cultura Moghul. Infine arrivarono gli Inglesi

  E ognuno di questi ‘invasori’ lasciò qualche traccia, sotto forma di arte, edifici, palazzi, templi, scritti, leggende, filosofie. Monumenti di tempi passati rimasti da visitare per farsi un idea della complessità di questo paese.

Oggigiorno, visitando l' India, non si deve pensare di trovare un fiorente  misticismo dietro ogni angolo: i sadhu, quelli veri, vivono isolati sulle montagne e si hanno pochissime occasioni di incontrarli.

 Non si può nemmeno far ammeno di vedere i suoi poveri, visto che 400.000.000 di persone vivono sotto il livello di povertà. 

Il grande messaggio dell’India sta  nella sua diversità, nel confronto con un esplosione della vita a tutti i livelli: umano, animale, vegetale, profumi, suoni e sapori. Il bello e il brutto, il piacevole e il terribile, tutto mescolato. Il caos e il disordine, alternato con oasi di bellezza e raffinatezza….  

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