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foto di Aldo Pavan, GANGE, LUNGO LE ACQUE SACRE, Magnus Ed, 2005 |
La Navigazione Sul Gange
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Il Gange, come tutti i fiumi, è una realtà geografica fisica: delimita dei territori; separa culture e religioni; è un amico che con le sue acque aiuta la vita della gente e un nemico imprevedibile che con le sue inondazioni strappa quello che aveva donato; è una via di comunicazione che ha trasportato nuove idee, nuove filosofie e nuovi metodi di vita. Nella geografia spirituale è uno fluire incessante di nuove conoscenze- fantasiose e no-, di apprendimenti di vita e di conoscenze spirituali poco illustrabili su una mappa cartacea. Navigando sulle acque del Gange si susseguono veloci immagini di villaggi, di delfini che saltano davanti agli occhi, di cani che sbranano qualche pezzo di cadavere in un’ansa. Ma per un devoto indù il Gange, il più importante fiume indiano, non è solamente una vasta distesa d’acqua: rappresenta l’anima della sua cultura. Infatti questo fiume, che nasce nella lontana terra del Tibet e passando sotto l’Himalaya fa la sua entrata in India a Gangotri, è da sempre stato considerato non solo come un corso d’acqua, ma soprattutto come la madre del paese, e la madre dà sostentamento attraverso l’agricoltura, e offre la purificazione dopo la morte. Il più grande desiderio di ogni indiano è morire a Kashi – la città della luce che da secoli si affaccia sulle sponde del fiume sacro- e lasciare che i suoi resti ritornino in uno degli elementi che formano il 70% del nostro corpo: l’acqua. Un Pranzo sul Gange
La navigazione sul Gange inizia ad Allahabad (Prayag), dove il fiume incontra il suo più grande affluente, lo Yamuna, insieme al fiume mistico Saraswati, e finisce alla città sacra di Varanasi. Da Allahabad fino a Chunar, capitale dell’antico regno fondato nel 56 A.C. dal re Vikramaditya di Ujjain in onore del fratello maggiore, Bharathari, saggio esponente del Raja Yoga, il fiume si snoda costeggiando il magnifico forte e il samadhi del saggio. |
Durante questo viaggio si attraversa l’entroterra della piana
gangetica e si ha una visione insolita della vita rurale indiana.
Come disse Gandhi : ” La vera India vive nei villaggi” .
Da Chunar il fiume scorre velocemente fino a volgere improvvisamente verso nord, poco prima della città di Varanasi, formando così una luna crescente che bagna le rive della città di Shiva. Quest’ultima parte del viaggio svela agli occhi meravigliati del viaggiatore la spiritualità e il misticismo del popolo indiano e ci trasporta indietro nel tempo, in una dimensione sospesa: nella città sacra di Varanasi il tempo non ha inizio nè fine ma è l’espressione ciclica ed eterna dell’esistenza.
La navigazione offre un'occasione eccellente per osservare la vita
facendosi trasportare dalle acque; è un esperienza meravigliosa per chi
non esita ad accettare qualche disagio minore a favore di una avventura che
lo riporta nel grembo
di Madre Natura. Oltre a godersi l'effetto rilassante di un viaggio in barca
- condotto dai rematori, a
vela e a remi,- comodamente coricati sui
materassi e intrattenuti da occasionali brani di musica di tabla e pianola,
dove altro si possono vedere le pire bruciare sulla sponda, vicino a un villaggio con la gente che accoccolata
intorno parla d’altro, senza strazi, senza pianti, nella pura comprensione della morte, non come tragedia ma come
cambiamento? |