COMMENTI DEI NOSTRI CLIENTI

 

VIAGGIO INDIVIDUALE 2 persone KASHMIR LADAKH E HIMACHAL PRADESH, agosto 2009

 

Ciao Kristin e Franco 

il viaggio di rientro è andato bene ed eccoci a casa a sistemare le migliaia di foto fatte nelle tre settimane di viaggio.

Vorremmo per prima cosa ringraziarvi perchè ci siete sempre stati vicino, sapevamo che qualsiasi cosa fosse successa voi eravate lì per aiutarci. Le persone che ci hanno accompagnato durante il viaggio (guide e autisti) erano competenti, utili per capire un pò meglio il mondo indiano, così diverso da quello a cui siamo abituati. Era la nostra prima visita in India ed avevamo deciso di iniziare dal Nord, dal Ladakh, attratti dalla cultura tibetana che sopravvive in questi luoghi. E' stato un viaggio lungo, su strade spesso disagiate, ma ne è valsa la pena. La traversata via strada da Srinagar a Manali ci ha permesso di entrare un pò alla volta in questo mondo facendoci capire quanto possa essere dura la vita isolati tra l'Himalaya, ma come tutto scorra secondo un ciclo naturale. Mi sono sentita rilassata! 

La perla del viaggio è stato l'altopiano del Changtang, con i laghi Tso Moriri e Tso Kar ed il villaggio di Korzok. Posti irreali, dove ci è sembrato di poter toccare il cielo con un dito.

Adesso riguardando le foto affioreranno mille emozioni..................e anche nostalgia.

Grazie davvero per averci fatto sentire a casa.

Un abbraccio

Paola e Davide

VIAGGIO INDIVIDUALE 2 persone in Tibet, agosto 2009

 

Ciao Franco e Kristin,

Eccoci di ritorno, ancora non abbiamo avuto tempo di guardarci tutte le foto, e mettere giu qualche idea, ma quello che mi preme in questo momento è il ringraziarvi, ci avete organizzato un viaggio bellissimo, ci siete state vicini con tanta gentilezza e dolezza, non trovo le parole ma è un  grazie, pensavamo di aver contattato un agenzia di viaggi ma abbiamo trovato due care persone, due amici lontani, grazie ancora carissimi.
Per quanto mi riguarda il Tibet furoi dalle grandi città rimane ancora di una bellezza mozzafiato, la gente, e di una dolcezza altretanto mozzafiato, abbiamo fatto alcuni incontri  brevi ma bellissimi, li abbiamo visti sorriderci, aiutarci, incuriosirsi, aspettare il nostri lenti passi ecc.. il tutto con tanta dolcezza. Avrei voluto fermarmi più a lungo!!! questo è il rammarico di questo viaggio.
A presto mie cari
come promesso ho piacere di inviarvi a breve qualche nostra foto con qualche commento
un abbraccio
Pina

VIAGGIO INDIVIDUALE 2 persone in Tibet, agosto 2009

 

     

foto di Lorella Pepicelli

Caro Franco,

Eccoci a casa, e visto che è meglio esprimere i propri ricordi e le proprie emozioni a caldo sono  qui a scriverti prima del previsto.

Mi chiedi un breve resoconto, breve non sarà facile ma ci proverò.

 

 

E’ strano tornare in questa città cosi ordinata e pulita, ancora sonnolenta  e decisamente in vacanza, dopo che si è stati per un po di tempo a Kathmandu, con il suo caos, i suoi rumori, la sua sporcizia, e la sua inverosimile umanità.

Oggi mi pare di aver passato 20 giorni in uno strano sogno, cosi irreale e distante dalla mia realtà.

Il Tibet prima di tutto. Una meta desiderata da molto tempo. Gli odori , inconfondibili dei monasteri, le ruote di preghiera, i volti stupiti della gente al nostro passaggio,  la sua natura selvaggia, a volte brulla, le inaspettate praterie in una terra prevalentemente di montagna, quelle abitazioni cosi particolari, uniche, tutto questo è ormai in quel computer che è la mia memoria.  Le immagini che ho dentro sono quelle di Samye, il primo monastero che abbiamo visitato cosi ricco di storia e di significato, il piccolo palazzo di Yumbulhakhang, che fatica arrivarci il primo giorno ,non ancora abituata all’altitudine! E ancora la sacralità del Jokhang , la bellezza di quell’anfiteatro che è  Ganden,   i dibattiti di Sera , l’imponenza del Kumbum a Gyantse, la simpatia e la curiosità dei monaci di Shalu, e poi Tashilumpo e poi Sakya.

          

 

La spiritualità del Namtso, la kora dei poveri pellegrini  attorno alle roccie, la bellezza mozzafiato del Yamdrok tso   visto dal passo, sono altri momenti indimenticabili. Del Potala, come ti dissi al telefono , ho un po di delusione, come si fa a visitare un palazzo immenso in un’ora?

Per ultimo l’Everest : che fortuna averlo potuto vedere nella sua interezza, non una nuvola in cielo, quel cielo blu , di un blu mai visto da nessuna altra parte.

E poi un piccolo tuffo al cuore mano a mano che ci avvicinavamo al confine con il Nepal, quella natura cosi differente, una vegetazione tropicale, quasi una giungla, e la consapevolezza che ci stavamo allontanando da quei luoghi che facevamo fatica a lasciare.

Il ponte dell’Amicizia, la dogana e gli accurati controlli dei militari , un ultimo saluto alla guida e all’autista e poi via , dall’altra parte, altra giungla , altro popolo, altra storia. Altre strade! Un’ora di attesa per  una frana e la rimozione di  un autobus stracolmo di gente impantanato  nella voragine. Tanto colore, tanto stupore per quella gente cosi calma e rassegnata ad una situazione  che per noi europei occidentali sarebbe impossibile  da sostenere , sempre nervosi e sempre di fretta.

 

     

 

Dicevo in apertura di Kathmandu: che città incredibile! Ha mille facce, mille luoghi diversi:  Durbar Square e Thamel, Pasupatinath ( che esperienza! )  e Boudanath, i bei negozi di Babar Mahal Revisited  legati tra loro da  dei quartieri vivaci e fatiscenti.  E tanta tolleranza , per tutto , per tutti, uomini e vacche,  quella che proprio manca in Cina, dove fotografare una bandiera , o andare da soli a visitare un museo è praticamente un reato. Pokhara ci è piaciuta molto, malgrado il maltempo, mi ha ricordato  un po Bali, con i suoi negozietti e gente da ogni parte del mondo.   Bello il suo placido lago. Nagarkot deve essere bellissimo in alta stagione, noi siamo state sfortunate, pioveva talmente tanto che non abbiamo potuto muoverci dall’albergo, anche se sul finire del giorno , il tempo  ci ha regalato una bella vista delle cime innevate.

 

 

Ti ringraziamo tantissimo per averci fatto vivere al meglio questa avventura, per la tua costante presenza al nostro fianco ed i tuoi utilissimi  consigli.  Gli alberghi erano tutti belli e confortevoli ( la prossima volta però, voglio il Dwarika!!!) Ringrazia a nome nostro la signora  Changlu dell’agenzia di Lhasa per  averci dato una guida come Tashi, cosi prezioso per noi. Oltre alla premura da lui dimostrata nei nostri confronti, una lode va alla sua vasta conoscenza del buddismo tibetano  , dei luoghi visitati ed il suo invidiabile inglese. Un grazie di cuore anche all’autista che ci ha accompagnato per tutti gli 11 giorni , ci ha regalato un “Camel Trophy “da favola nel viaggio di ritorno dall’Everest, che non dimenticheremo tanto facilmente.

 

Un abbraccio forte a te e a Kristin, e un arrivederci a presto.

 

Antonella

 

Ciao Kristin, ciao Franco e ciao anche al pastore tedesco!
Sono Lorella, l'amica di Antonella.
Ci tenevo a ringraziarvi per la disponibilità, la cordialità e la professionalità con le quali avete seguito l'intero nostro percorso. Il Tibet era l'obiettivo ma il Nepal è stata una una rivelazione. Kathmandu

 

                    

 

 un'autentica bombardata ai sensi: colori, odori, rumori, sapori, sono ancora frastornata. Il Tibet solenne, direi mistico  nella sua imponenza geografica. Ho trascorso ore in macchina con il naso incollato al finestrino dal quale ho visto le immagini che più mi sono rimaste dentro. Deserti, pianure verdi, gialle e rossastre, montagne dai profili azzurri, cieli blu e ametista così vicini alla terra, villaggi di altri tempi dove uomini, donne e bambini accorro meravigliati alla vista di una macchina.  Nelle città  è stata un'altra emozione. Troppo ingombrante per i miei gusti la presenza cinese, in alcuni casi militare ma sempre culturale. Nelle città ho respirato la paura e la frustrazione dei tibetani, ho visto ciò che resta degli antichi fasti della cultura tibetana ridotto a mero folklore.   
Vi ringrazio ancora di tutto, cercherò di inviarvi al più presto un resoconto di questa esperienza.
Ciao e grazie di tutto.
Lorella

 

VIAGGIO INDIVIDUALE 2 persone in Rajasthan e India del Nord, agosto 2009

008

Cari Franco e Kristin,

Eccoci tornati a casa dopo un bellissimo viaggio di due settimane in India del Nord, nelle città di Delhi, Udaipur, Pushkar, Jaipur, Agra, Gwalior, Orchha, Khajuraho e Varanasi. 

 

 

 

E’ stata la nostra prima volta in India e grazie alla vostra impeccabile organizzazione tutto è andato al meglio. Il viaggio individuale, costruito “su misura”, ci è sembrata la formula ideale: guardavamo passare con una certa compassione i carrozzoni dei gruppi organizzati, sui loro autobus gran turismo, ma d’altra parte non eravamo totalmente allo sbaraglio avendo già fissato un itinerario da percorrere in macchina con autista (indispensabile l’autista! …ma come guidano questi indiani?!) oppure in treno o aereo, con i biglietti già in tasca.

Sapevamo di poter contare sulla vostra assistenza in caso di bisogno, e comunque in ogni città un rappresentante locale, puntualissimo e premuroso, ci aspettava per darci il benvenuto. Le guide locali parlavano in genere un buon italiano, insieme a loro esploravamo la città senza dover camminare con la Lonely Planet sotto il naso e terminata la “visita guidata” eravamo liberi di girare per le strade, i bazar, i caffè, tra il traffico impazzito, mucche, cani e ogni sorta di animali, procacciatori di clienti, pellegrini, attaccabottoni e commercianti capaci di ospitarti per delle ore a intavolare trattative attorno a tazze di chai bollente.

 

                          

 

Anche gli alberghi sono stati tutti delle buone scelte, con una menzione particolare per la tranquilla e accogliente atmosfera del Ganges View di Varanasi. A dire il vero alcuni erano fin troppo belli, con quello stile da lusso coloniale a volte quasi imbarazzante, ma a pensare che con quel prezzo qui da noi non ci si paga neanche una pensione a mezza stella…. insomma ce la siamo goduta!

In teoria abbiamo scelto il periodo peggiore dell’anno per andare in India (anche se lavorando come dipendenti c’è poco da scegliere…) e invece non ci siamo beccati che un solo pomeriggio di pioggia. Un gran caldo umido, quello sì, ma il monsone non s’è visto e anche se è stato un bene per la nostra vacanza abbiamo avuto la conferma che il clima del pianeta ha dei seri problemi… Piccolo corollario: potevamo evitare di portare Autan perché di zanzare nemmeno l’ombra (in compenso ci hanno mangiato appena rimesso piede in Italia!).

Tra i posti visitati in Rajasthan consigliamo sicuramente Udaipur, un’incantevole città che ci ha dato da subito una positiva impressione dell’India e degli indiani, mentre siamo andati via con sollievo dalla caotica, inquinata ed esasperante Jaipur. Detto tra noi, anche il Taj Mahal di Agra non è che sia tutta questa meraviglia, e anche se ben fatta rimane pur sempre una tomba, ma forse è una di quelle mete dove almeno una volta nella vita, trovandosi nei paraggi, “non si può non andare”…. Siamo stati molto bene anche a Orchha, piccolo paese rurale ancora poco turistico dove vale la pena fermarsi almeno un’intera giornata, così come fuori dai percorsi classici è la città di Gwalior (qui l’attrazione sembravamo essere noi, mentre visitavamo il forte ci hanno perfino fatto delle foto da mettere sul giornale locale…!). Varanasi meriterebbe un capitolo a parte, la cerimonia dell’Aarti, il labirinto dei vicoli, il giro in barca all’alba sul Gange, le pire accese, la passeggiata lungo i ghat, sono tutte emozioni difficili da descrivere e che bisogna toccare con mano per poter cogliere.

Ricorderemo queste due settimane come un’esperienza preziosa che ci ha introdotto a una cultura, una spiritualità e un modo di vivere affascinanti e di grande impatto, completamente differenti dal modello “occidentale”. Speriamo di riuscire a tornare, prima o poi, in questa “incredibile India”!

Francesca e Luigi (agosto 2009)


 

VIAGGIO INDIVIDUALE 2 persone in Tibet, ottobre 2008

008

Ciao Franco, Ciao Kristine,
 
Cina/Tibet e siamo tornati in Italia, tutto ok, la ruota ricomincia girare…

La Vostra assistenza è stata fondamentale nella gestione di questo viaggio che sulla carta è molto interessante quanto sulla strada difficile da gestire in autonomia, specialmente per la parte inerente al Tibet, con tutti i suoi Visti necessari….
 
Difatti la prima parte di Viaggio, ovvero la permanenza a Pechino ed in Cina è stata semplice, tutto è filato liscio come l’olio  e la tecnologia Cinese fa si che i mezzi pubblici e privati ti portino ovunque, con grande efficienza.  

Muraglia Cinese, Città Proibita, Piazza Tienanmen..Località Interne...fino allo Stadio Olimpico..tutto a portata di Metrò o Bus a prezzi di trasporto decisamente competitivi, visto anche il servizio, impeccabile e puntuale.  

Grande efficienza Cinese dicevamo…tanta che è quasi difficile da digerire per noi Italiani rimasti ancorati ai nostri ritmi….caldi e molto mediterranei!!! Tutto questo però ha un prezzo, immediato e tangibile in termini di…smog ed inquinamento...che aihmé è a tratti veramente molto intenso e quasi visibile...  

 

            

 

Dopo 3 giorni di Cina atterriamo in Tibet e lì il cielo è davvero blu e l'aria tersa e cristallina.

Sul tetto del mondo abbiamo viaggiato su Land Rover in compagnia, Vostra di “Angeli Custodi a distanza” e Loro di Guida e Driver quali “Angeli custodi da vicino”. In effetti sia Voi che Loro ci avete supportato e gestito nella migliore maniera possibile…anche quella notte in cui il terremoto ha fatto tremare Lhasa.

..e quella sera Franco, sei stato come un Padre per noi, e questo lo diciamo col cuore, non ci sono altre parole…grazie.  

Abbiamo così girato il Tibet in lungo e in largo: da Lhasa con il suo maestoso Potala ed il più umile Barkhor poi attraverso la Friendship Highway fino alle Città interne di Gyantse – Shigatse – Shegar con i loro splendidi e solitari Monasteri. Il profumo di incenso e burro di Yak a mò di candela ormai pervadeva costantemente le nostre narici e l'aria tutt'intorno a noi.  

E' stato possibile toccare il cielo attraverso passi a 5000 metri fino ad immaginare di toccarlo vedendo il Monte Everest, il sogno di una vita da Alpinista per me e di sognatrice per Laura.  

Probabilmente, se un Dio esiste deve abitare da quelle parti, in Tibet, la terra della neve, delle capre e della povera gente. Potranno togliere a Loro parte o tutta la libertà ma nessuno potrà mai togliere Loro i bianchissimi denti che sorgono, come lame di neve, dietro le secche pelli assetate, come a significare che la felicità nasce da dentro di noi..sono disarmanti....
E chissà che non riescano a disarmare anche chi li guarda dall’alto, abituati come sono a vivere di poco, ed a resistere.
 
Durante tutto il viaggio,cari amici Franco e Kristine, ho avuto modo di pormi molte domande e come al solito non sono riuscito a darmi altrettante risposte...ma dopo tutti quei km, un ritornello così casalingo per noi Genovesi mi tornava sempre in mente -- dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior --
 

E possiamo stare tranquilli che da quelle parti, gli Yak, l'animale di Dio, di fiori ne fa nascere molti. 

E’ stato il viaggio più bello della nostra vita, siamo contenti di averVi incontrato e conosciuto, siete persone come piacciono a noi ;)

Grazie, a presto.  

Laura e Andrea


 

VIAGGIO INDIVIDUALE 4  PERSONE maharashtra/RAJASTHAN/INDIA DEL NORD

ottoBRE-novembre 2008

Salve Franco e Kristin,

eccoci a casa ritornati alla normalità, ai nostri affetti e agli impegni di tutti i giorni.

Vi mandiamo la foto, così possiamo conoscerci anche visivamente, dopo le belle chiacchierate telefoniche.

Il viaggio ci è molto piaciuto e gran parte del merito è stato vostro, lo avete organizzato in modo perfetto, non ci siamo mai sentiti soli, tutte le nostre richieste sono state esaudite e i piccoli intoppi dovuti ai treni o aerei indiani li avete ripianati in modo egregio.

Ci consideriamo dei viaggiatori abbastanza esperti, ma non abbiamo mai avuto un'assistenza così minuziosa ed accurata in nessuno dei nostri precedenti viaggi. 

 Anche la scelta di 'Felice' è stata  azzeccata, ci sembrava di stare in giro con un nipote.

Certamente dovessimo tornare in India ci riaffideremmo a voi, e lo consiglieremo a tutti i  nostri amici e conoscenti.

Ma voi non allargate le vostre destinazioni nel resto dell'Asia? Per esempio Myanmar, Malaysia e Cina meridionale.

Nella foto siamo: Antonio, Carla, Marzia e Giampiero.

Spero di continuare a chiacchierare con voi tramite la posta elettronica.

A presto Marzia & C.

 

VIAGGIO INDIVIDUALE 2 PERSONE RAJASTHAN/INDIA DEL NORD

SETTEMBRE 2008

 

 

 

FRAMMENTI

 

Disordine

tutto è caotico, sporco, abbandonato,

nell'insieme, stranamente, quasi immobile;

anche il tempo pare trattenere il respiro...

... come in attesa di qualcosa che non accadrà mai.

 

Armonia

i sari colorati delle donne sferzati dal vento nel deserto del Thar,

i bastioni di arenarie gialle e rosse,                                                          

il bianco perlaceo e cangiante del Taj Mahal...

... schegge di colore incastonate nel blu del cielo.

 

Sacralità

il lento, maestoso fluire del Gange

le dense volute d'incenso nei templi,

i gesti pacati e rituali del bramino...

... abbracci materni di un Dio che senti vicino.

 

Oblio

il sorriso di un bimbo e...

... tu che ti perdi nei suoi occhi profondi                                                    

 

*  *  *

Il viaggio in India è un desiderio che da qualche anno solletica la nostra voglia di conoscere.

Questa volta siamo decisi... andiamo.

Quasi casualmente, scorrendo le pagine di un noto forum dedicato ai viaggi, ci imbattiamo in www.viaggiinasia.com

Una attenta lettura delle proposte in preparazione, ma soprattutto lo scoprire che è possibile organizzare un tour su misura per 2 persone, ci convince a contattare Franco e Kristin.

La loro risposta e la loro disponibilità sono immediate.

Ci interessa il classico tour del Rajastan con puntata ad Agra, per non perdere il TaJ Mahal, e  a Varanasi.

Il tempo che abbiamo a disposizione non è molto, 16 giorni, ma dimostrando perizia e competenza, in un attimo Franco ci propone un nutrito ventaglio di possibilità.

Purtroppo in 16 giorni si deve rinunciare a qualcosa, ma alla fine optiamo per questo percorso:

in auto con autista e guida in lingua italiana Delhi, Mandawa, Bikaner, Jaisalmer, Jodhpur, Pushkar, Jaipur e Agra – trasferimento in treno a Jansi – visita di Orchha e Khajuraho – trasferimento in aereo a Varanasi e visita– ritorno in aereo a Delhi.

Per quanto riguarda gli hotel riteniamo opportune le sistemazioni a 4-5 stelle.

Il tutto ad un costo perfettamente in linea con quello dei classici tour operator,  ma con l'indubbio vantaggio di essere in 2 e - badate bene che lo affermiamo a posteriori - seguiti, serviti e coccolati come mai ci era successo nei viaggi precedenti.

Finalmente il 13 settembre si parte.

La stagione dei monsoni volge alla fine e siamo fortunati, giornate serene e calde ci accompagneranno.

All'arrivo ci accoglie, gentilissimo, il corrispondente  del tour operator locale e questa sarà una costante ad ogni nostro trasferimento treno o aereo che sia.

Il mattino successivo incontriamo la nostra guida

E' Felice un ragazzo giovane con buona padronanza della lingua italiana, buona conoscenza degli aspetti storico culturali, forse un po' superficiale nella illustrazione artistica dei monumenti, ma scaltro abbastanza, quando proprio sa di non essere all'altezza, da farsi affiancare, a sue spese, da qualche guida locale.

Ci troviamo bene con lui, nei lunghi trasferimenti in auto è un ottimo compagno, parla volentieri è affamato di notizie dell'Italia, ma allo stesso tempo parla volentieri dell'India, della situazione politica, dei contrasti religiosi, della vita di tutti i giorni.

Inoltre, a differenza di quanto ci aveva prospettato Franco, riesce sempre, tutti i giorni a trovare qualche posto,  lungo il percorso, dove consumare ottimi pasti dandoci così l'occasione di conoscere molte sfumature della variegata cucina Indiana.

Un plauso particolare va all'autista. Guidare per quelle strade è veramente un'impresa, rendere il viaggio confortevole un'arte. Il tour operator ci mette anche del suo fornendoci un'ottima Toyota Innova (direi che è un'elaborazione della Corolla Verso quasi un piccolo SUV) spaziosa e veramente comoda.

Nulla da eccepire anche riguardo alle guide e agli autisti di Orchha, Khajuraho e Varanasi.

Ci permettiamo invece un piccolo appunto sulla condizione dell'auto utilizzata per l'infernale trasferimento da Orchha a Kajurao. Una strada da incubo, 5 ore buone di viaggio su un vecchio modello di Tata ormai alla fine dei suoi giorni: sospensioni inesistenti, frizione quasi fusa, aria condizionata  congelante (o così o niente).

Siamo arrivati a destinazione letteralmente frullati.

Sistemazioni alberghiere tutte all'altezza.

 Una particolare menzione va all' “Intercontinental the Grand” di Delhi, camera da urlo e un buffet indimenticabile.

Un segno meno invece per l'”Heritage Resort” di Bikaner, non per l'hotel, ma  per la sua politica di non ospitare autisti e guide, che, data la sua posizione lontana dalla città, ci ha impedito l'uscita serale.

In conclusione possiamo dire che è stata veramente una bella esperienza e anche se 16 giorni sono stati forse un po' pochi (un paio in più non avrebbero di certo guastato) il continuo susseguirsi dei trasferimenti è stato splendidamente gestito dall'organizzazione consentendoci ogni volta di recuperare le energie e di svegliarci al mattino pronti a ripartire.

Un ringraziamento anche a Franco e Kristin, che ci sono sempre stati vicini chiamandoci in albergo quasi tutte le sere per avere, fresche fresche, le nostre impressioni ed eventualmente risolvere i problemi. Grazie

 

Giancarlo e Carla

 

|home|   |prossima pagina|